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One shot, one thought /56 26 luglio, 2014

Posted by emmaci in one shot one thought, pensieri sparsi.
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“È inutile che ci provi”, disse, “non si può credere a una cosa impossibile”.
“Oserei dire che non ti sei allenata molto. Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz’ora al giorno. A volte riuscivo a credere anche a sei cose impossibili prima di colazione”.

One shot, one thought /55 26 luglio, 2014

Posted by emmaci in one shot one thought, pensieri sparsi.
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“Oh, mi dispiace, sei troppo grossa, proprio impassabile”.
“Vuoi dire impossibile”.
“No, impassabile. Nulla è impossibile”.

One shot, one thought /54 23 luglio, 2014

Posted by emmaci in pensieri sparsi.
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Stiamo vicini.
La vita delle sedie.

One shot, one thought /53 22 luglio, 2014

Posted by emmaci in pensieri sparsi.
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One shot, one thought /52 20 luglio, 2014

Posted by emmaci in one shot one thought, pensieri sparsi.
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Everything’s going to be ok, said the ampelmann.

One shot, one thought /51 20 luglio, 2014

Posted by emmaci in one shot one thought, pensieri sparsi.
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Ne sono sicura: tu ieri sera non c’eri.

One shot, one thought /50 18 luglio, 2014

Posted by emmaci in one shot one thought, pensieri sparsi.
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In queste sere non riesco a smettere di fotografare la luce in casa mia.

One shot, one thought /49 17 luglio, 2014

Posted by emmaci in one shot one thought, pensieri sparsi.
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Selfie sulla bici (buona la prima, altrimenti cuocio!)

One shot, one thought /48 17 luglio, 2014

Posted by emmaci in one shot one thought, pensieri sparsi.
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Il sollievo dell’ombra e dello scintillio sul fiume.

In equilibrio fra luce e tenebre 11 luglio, 2014

Posted by emmaci in fotografia, Torino è casa mia.
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È al calare del sole che la magia di Torino si rivela in tutto il suo fascino, quando i lampioni si accendono e le strade lastricate brillano, quando i portici diventano spettrali, quando si fanno più potenti gli sguardi delle statue che sorvegliano sui segreti di questa città. Attraversata dalle energie contrapposte dei due fiumi, del Po e della Dora, del Sole e della Luna, nulla è stato lasciato al caso: nei secoli, architetti e artisti che ben conoscevano la materia esoterica hanno costruito una città popolata di simboli occulti; e i misteri più oscuri si intrecciano con le sorti della Sindone e del Sacro Graal. Nell’eterna lotta fra il Bene e il Male, Torino è ritenuta la congiunzione dei due triangoli magici: quello bianco e benefico, con Lione e Praga, quello nero e satanico con Londra e San Francisco. Nel cuore della città, i Dioscuri a cavallo vigilano su questo equilibrio tra luce e tenebre, tra vita e morte, tra le forze opposte che garantiscono l’esistenza del mondo stesso.

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One shot, one thought /47 8 luglio, 2014

Posted by emmaci in one shot one thought, pensieri sparsi.
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Gatti a castello.

One shot, one thought /46 6 luglio, 2014

Posted by emmaci in one shot one thought, pensieri sparsi.
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Una bella estate tropicale.

One shot, one thought /45 5 luglio, 2014

Posted by emmaci in one shot one thought, pensieri sparsi.
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Le vite delle finestre.
Window porn, Torino.

One shot, one thought /44 5 luglio, 2014

Posted by emmaci in one shot one thought, pensieri sparsi.
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Vado matta per i negozi di stoffe.
Piazza Bodoni, Torino.

One shot, one thought /43 3 luglio, 2014

Posted by emmaci in one shot one thought, pensieri sparsi.
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Ti tengo stretto.

One shot, one thought /42 30 giugno, 2014

Posted by emmaci in one shot one thought, pensieri sparsi.
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Seduta sulla pietra ancora calda, guardo il sole che tramonta e le rondini che sfrecciano.

One shot, one thought /41 29 giugno, 2014

Posted by emmaci in one shot one thought, pensieri sparsi.
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Al lavoro, ma guardo la mia bella finestra.

One shot, one thought /40 28 giugno, 2014

Posted by emmaci in one shot one thought, pensieri sparsi.
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Ore 21, piazzetta Maria Teresa, Torino.

One shot, one thought /39 28 giugno, 2014

Posted by emmaci in comPagine, one shot one thought, pensieri sparsi.
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Una graphic novel che parla di noi, bambini degli anni Ottanta.

Perù #15 | L’inquietante Mercado San Pedro 25 giugno, 2014

Posted by emmaci in around the world, fotografia, Perù.
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23 agosto // Torniamo a Cusco con il pullman notturno e arriviamo troppo presto, poco riposati e con la prospettiva di ripartire verso casa l’indomani. Le nuvole sono grosse e nere: anche se corrono rapidamente senza bagnarci, l’assenza del sole si fa sentire.

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L’ultimo giorno in Perù è dedicato agli acquisti di oggetti e artigianato tipico; il posto migliore per farli è il Mercado San Pedro, che non è particolarmente grande, ma è molto più strano e curioso di quelli di Puno e Arequipa. Oltre ai soliti banchi straripanti di frutta e verdura, ci sono quelli dei formaggi, delle uova di pesce. Sedute sui gradini di un ingresso laterale, delle donne vendono rane: alcuni di questi poveri batraci sono vivi, ammassati in una bacinella, altri sono già bell’e che puliti, pronti per essere cucinati. Pare che ci facciano un brodino che è un autentico toccasana per ogni malattia.

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Poi, il reparto macellerie: e io che pensavo di aver già visto tanto e di non impressionarmi… ecco, no. Non avevo mai visto i musi dei vitelli ammonticchiati l’uno sull’altro: narici, denti, mandibola, tutto intero. Sono passata oltre, veloce, verso la zona delle zuppe. In realtà non fanno solo zuppe, ma principalmente le lavagnette offrono caldo de pollo, de cerdo, de cabeza, de ojo, de oreja, e via così: ora capisco a che cosa servono quei musi interi. C’è un gran vociare e un gran rumore di cucchiai, per non parlare dei risucchi!
Andando avanti, ci si trova nell’area dell’artigianato: dai prodotti veramente tipici alle bieche cineserie. Compro due enormi tele aguayo coloratissime, un astuccio in cuoio e un berretto di lana – pare sia vietato ripartire senza un chulo di lana.

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Si passa quindi ai banchi degli stregoni, dove i crocifissi campeggiano accanto ai sacchetti di offerte per la Pachamama. E poi erbe medicinali e composti per la cura di qualunque cosa. Appesi, tra tutte le altre cose, piccoli cadaverini secchi: sono feti di alpaca, li usano per le malattie più gravi. Sul banco, ancora, sigarette sfuse e tronchetti di tabacco, pressato e avvolto in spirali di corteccia. Infine, il cactus San Pedro, un cactus allucinogeno: viene venduto intero oppure già preparato per l’uso, in un intruglio fangoso tutt’altro che invitante.

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