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Gomorra 22 Ottobre, 2008

Posted by emmaci in libri.
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Uff! Finalmente l’ho finito… Che impresa.

Leggere questo libro è come entrare in un incubo: troppo irreale per essere vero, si fa fatica a pensare che sia tutto vero, e che non sia un romanzo uscito da una fantasia malata. Perché quando lo si legge, bisogna ricordarsi che Saviano non sta parlando di uno stato del terzo mondo martoriato dalla guerra, ma della vita di una grande città italiana.
Da leggere per sapere. Anche un poco alla volta, per tirare il fiato da tante brutture…

“Il furgoncino acchiappamorti gira continuamente, lo si vede da Scampia a Torre Annunziata. Raccoglie, accumula, preleva cadaveri di gente morta sparata. La Campania è il territorio con più morti ammazzati d’Italia, tra i primi posti al mondo. Le gomme della macchina mortuaria sono liscissime, basterebbe fotografare i cerchioni mangiucchiati e il grigiore dell’interno dei pneumatici per avere l’immagine simbolo di questa terra.” pag. 95

“Le persone cercano di passare silenziose, di ridurre al minimo la loro presenza nel mondo. Poco trucco, colori anonimi, ma non solo. Chi ha l’asma e non riesce a correre si chiude in casa a chiave, ma trovando una scusa, inventadosi una motivazione, perché svelare di stare chiuso in casa potrebbe risultare una dichiarazione di colpevolezza: di non si sa quale colpa, ma pur sempre una confessione di paura. Le donne non indossano più i tacchi alti, inadatti a correre. A una guerra non dichiarata ufficialmente, non riconosciuta dai governi e non raccontata dai reporter, corrisponde una paura non dichiarata, una paura che si ficca sotto la pelle.”, pag. 105

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