Venezia 3 Novembre, 2008
Posted by emmaci in around the world, ristoranti.trackback
Torno da un weekend a Venezia: inizialmente l’intenzione era quella di visitare la Biennale di Architettura; ma quando degli amici mi hanno detto che non è un granché questa volta, abbiamo deciso di visitare la città. E meno male, perché Venezia è sempre bella, ed io avevo proprio voglia di godere degli scorci magnifici che sa regalare.
Secondo me le calli e i campi più belli si trovano nell’area di campo Santo Stefano in sestriere San Marco e in tutto Dorsoduro; mentre i canali più suggestivi si vedono a nord di campo Santa Maria Formosa e in tutto il sestriere di Castello. Un altro posto che a parer mio è molto romantico – a patto di vederlo con il sole – è l’isola di San Pietro, sulla coda, ad est, soprattutto quell’angolino verde proprio in fronte alla cattedrale di San Pietro.
Un’esperienza fantastica di questo weekend è stata l’acqua alta, che io non avevo mai visto: è davvero divertente vedere piazza San Marco come una piscina assolata! E ancora più divertente è stato dover andare in ciabatte a prendere le chiavi all’hotel centrale, perché noi nella dependance ci siamo chiusi fuori…

Pernottamento: neanche a dirlo, la scelta per dormire a Venezia è pressoché infinita; noi, tra tanti, alla fine abbiamo scelto il B&B Palazzo Guardi, sul rio di San Trovaso a Dorsoduro. In realtà abbiamo dormito nella dependance che si trova appena dietro il Peggy Guggenheim Museum. La stanza è nuovissima e grande; la vista è sul muro davanti, ma è abbastanza frequente da quelle parti… La colazione abbondante ci ha permesso di mettere qualcosa da parte per il pranzo.
Cene: anzi, prima di tutto, aperitivi – che equivale a dire: tanti spritz! Da sorseggiare, sgranocchiando patatine, seduti in campo Santa Margherita, dove ci sono mille bar e la deliziosa bevanda costa ben 1,80€ (anche 1€ negli happy hour!). Dopodiché ci si può dirigere – un po’ leggeri – verso i vari ristorantini.
CASIN DEI NOBILI, San Barnaba, Dorsoduro. Già sperimentato due anni fa, si è mantenuto al livello delle nostre aspettative. Ambientato in una ex-casa di tolleranza (potete vedere il prezziario all’ingresso), è arredato da una quantità esorbitante di oggetti antichi e stravaganti. I piatti propongono anche curiosi accostamenti: noi, però, ci siamo tenuti sul classico ed abbiamo ordinato reginette con capesante e basilico e grigliata di pesce; per concludere, poi, un semifreddo ai pistacchi e ananas con gelato alla vaniglia.
OSTERIA 1518, Fondamenta delle Zattere, Dorsoduro. L’abbiamo trovato per caso ed è stato una piacevole scoperta! La frittura di pesce che Andrea ha preso è forse una delle più buone che abbiamo mai assaggiato: i pesci sono vari e freschissimi ed il fritto è leggerissimo. Anche gli spaghetti al nero di seppia sono molto buoni.
OSTERIA ALLA BIFORA, Santa Margherita, Dorsoduro. Ci siamo seduti ad un tavolino fuori per bere ancora uno spritz e mangiucchiare qualcosina prima di ripartire. Il menù offre una gran quantità di cicheti (le tapas venessiane, per intenderci), e noi non disdegnamo: sarde in saor e baccalà mantecato. Buonissimo…






La foto migliore è quella col piccione.
Lo sapevo che ti sarebbe piaciuta!!