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Come Dio comanda 30 Dicembre, 2008

Posted by emmaci in cinema.
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Sicuramente il nuovo film di Gabriele Salvatores – tratto dall’omonimo romanzo di Ammaniti – è da digerire, da valutare a mente fredda, perché è così buio ed angosciante che al primo impatto ho pensato “non mi piace”.

Ai piedi delle alpi friulane – in un paesaggio a cui io sono affezionata, e Andrea ancora di più, ma talmente trasfigurato da sembrare un luogo “cattivo” – una famiglia sui generis vive di rabbia ed emarginazione: sono Rino Zena (Filippo Timi), giovane padre  attaccabrighe e nazista, e suo figlio, Cristiano (Alvaro Caleca), un adolescente allevato all’insegna del disprezzo verso il mondo esterno, legato al padre da un amore esclusivo e passionale; ai due si affianca un terzo componente, Quattroformaggi (Elio Germano), ex collega di Rino diventato matto dopo un incidente sul lavoro. Sono personaggi malvagi ed innocenti insieme, indotti al male da povertà, disoccupazione, ignoranza.

La precaria situazione precipita in una notte di freddo, pioggia e fango, quasi a compiere il destino dei tre: tutto avviene come da manuale, in modo fin troppo prevedibile ed esasperato, e l’angoscia monta di fronte all’inevitabile tragedia, nella speranza che capiti qualcosa che la scongiuri. E anche il finale – devo dirlo – me lo aspettavo.

L’interpretazione del cast è eccezionale, anche se Germano a mio parere è stato più convincente in altri film, come ad esempio Mio fratello è figlio unico. Filippo Timi e l’esordiente Caleca sono davvero bravi. Una nota di merito va anche a Fabio De Luigi per la prima volta in un ruolo non comico, nei panni dell’assistente sociale. Ottima regia, indubitabile, e fotografia intensa, che riesce a dare al paesaggio quella dimensione astratta, tra cave di pietra, legnaie, lande desolate, anonime villette e generici centri commerciali.

Merry Christmas Santa Claus 28 Dicembre, 2008

Posted by emmaci in architettura, pensieri sparsi.
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Menù di Natale 27 Dicembre, 2008

Posted by emmaci in ricette cucina etc..
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Antipasti:
Salame cotto e crudo
Insalata Waldorf Astoria
Carne cruda su letto di champignon
Salmone crudo marinato
Vol-au-vent con fonduta e spinaci

Primo
Crespelle di grano saraceno ripiene di prosciutto e formaggio

Secondi e contorni
Stracotto di bue
Merluzzo al verde su crostoni di polenta
Sarsèt

Dolci
Panettone con gelato
Crema al mandarino

Christmas is a state of mind, part 4 26 Dicembre, 2008

Posted by emmaci in christmas is a state of mind, pensieri sparsi, rubriche.
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I giorni prima di Natale sono quelli più frenetici, quelli in cui lo spirito natalizio si perde e lascia il posto all’ansia: controllare di avere tutti i regali, fare i pacchetti, scrivere i biglietti, telefonare, andare a trovare qualche parente; parallelamente, cercare di studiare, andare in studio, e tenere a bada i nervosismi suscitati da tutto questo.
Poi, il 24 mi alzo, sapendo che dovrò passare tutta la giornata in cucina con la mamma ed Elisa per preparare il pranzo del giorno dopo. Mettiamo su un disco, un vecchissimo LP di Natale che crei atmosfera, e finalmente la tensione si allenta. Tutto procede liscio: lo spirito natalizio fa di nuovo capolino. Ultime visite di amici e parenti, e viene il momento di andare alla Messa di Mezzanotte, che non è tanto una faccenda religiosa, quanto una scusa per riunirsi con il resto del paese e consumare panettone e vin brulé offerti dagli alpini. Abbracci, baci e primi scambi di regali.
Il mattino di Natale ci alziamo presto, emozionate come quando eravamo piccole, per spacchettare i regali con mamma e papà. Quanta gioia nel sapere che apprezzano i nostri doni! Lasciamo tutto sotto l’albero in una nuvola di carta e nastri e andiamo a preparare le ultime cosine, in attesa che arrivino i nonni e gli altri (età media degli invitati 80 anni: dai 95 di uno zio, ai 60 di una cugina…). E il giorno di Natale passa rapido com’è tipico di tutte le feste: si sta insieme, si mangia, si chiacchiera.
Così in un batter d’occhio ci si trova a Santo Stefano, tranquilli, rilassati e sotto una montagna di neve. E a me la neve mette allegria.

piccola Joy 24 Dicembre, 2008

Posted by emmaci in cose che capitano.
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Alla vigilia delle feste, la nostra piccola Joy ha coronato il suo sogno d’amore. Sotto la luce romantica del limpido tramonto del 23 dicembre, una mano – misteriosa quanto scriteriata – ha aperto il cancello del cortile, e Lemon, l’eterno fidanzato che assediava casa nostra da molti giorni ormai, è riuscito a intrufolarsi in cortile.

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Et voilà, fra tre mesi avremo una serie di piccoli LemonJoy, affettuosi e obbedienti come la loro mamma, rasta e giocosi come il loro papà.

Qualcuno si prenota per adottarne uno?

Espiazione 22 Dicembre, 2008

Posted by emmaci in cinema, libri.
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Dalla critica è considerato il capolavoro di Ian McEwan; io non lo so, perché finora è l’unico che ho letto dei suoi romanzi, ma di certo Espiazione è balzato nell’olimpo dei miei libri preferiti. Un romanzo che ho amato molto per la sua intensità, ma anche per la raffinatezza nelle descrizioni e nelle caratterizzazioni.

Ho amato la poesia della prima parte, quando nella villa di campagna il tempo sembra essersi fermato e i suoi abitanti si preparano per la festa, finché qualcosa si rompe e la seconda parte precipita nel realismo più crudo della guerra negando ogni possibile ritorno a quel mondo incantato. Ho amato la trama, così originale, la storia di una colpa senza possibilità di espiazione; una colpa commessa stupidamente – chissà poi da chi – per cattiveria e mania di protagonismo, ma che rovinerà la vita di tutti, anche di chi si sente responsabile. Ho amato l’idea del romanzo nel romanzo, che moltiplica i punti di vista e le storie: quella vera e quella falsa.

[...] come può una scrittrice espiare le proprie colpe quando il suo potere assoluto di decidere dei destini altrui la rende simile a Dio? Non esiste nessuno, nessuna entità superiore a cui possa fare appello, per riconciliarsi, per ottenere il perdono. Non c’è nulla al di fuori di lei. È la sua fantasia a sancire i limiti e i termini della storia. Non c’è espiazione per Dio, né per il romanziere [...].

Prima di leggere il libro ho visto il film, o meglio, ho visto il film e poi ho deciso di leggere il romanzo, è stata una scelta casuale, ma si è rivelata una buona idea: nell’adattamento cinematografico del regista Joe Wright gli attori sono perfetti e la fotografia è meravigliosa. È fuor di dubbio che il libro sia estremamente più ricco sia per quanto riguarda l’aspetto narrativo, sia per gli eventi della trama , ma – per una volta – le immagini riescono ad interpretare e a dare al romanzo quel qualcosa in più che io ho molto apprezzato.

Bicchiere no.3 17 Dicembre, 2008

Posted by emmaci in cose che capitano, pensieri sparsi.
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Detesto rompere i bicchieri. E i piatti, i vasi, le tazze.

Un momento li hai in mano, belli, utili, interi, ed un attimo dopo – ops! – in mille pezzi: inservibili e taglienti.
Rimane addosso una sensazione di disagio, di impotenza. Perché sei così maldestra? Ti scivolano dalle mani senza che tu te ne accorga e urtano un piatto, uno spigolo o finiscono sul pavimento. E quando intuisci che non c’è possibilità di recuperarli, che stanno per rompersi, allora provi un terrore inspiegabile, anche se è un qualunque bicchiere Ikea senza valore.

Ristorante Paradiso 15 Dicembre, 2008

Posted by emmaci in pizzerie, ristoranti.
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RISTORANTE PARADISO, pizzeria – via Magenta 10, Collegno

Sul labile confine tra la periferia ovest e la prima cintura torinese, nei pressi del capolinea della metropolitana, si trova questo ristorante pizzeria a gestione familiare. L’atmosfera è un po’ sciatta, non si può dire che sia un ambiente curato; tuttavia, servono un’ottima pizza al tegamino e – soprattutto – la farinata più buona che io abbia mai assaggiato. E non me lo aspettavo, visto che la suddetta famiglia è cinese…

Christmas is a state of mind, part 3 13 Dicembre, 2008

Posted by emmaci in christmas is a state of mind, fotografia, pensieri sparsi, rubriche.
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Per Aran – il mio gatto – il Natale non è uno stato mentale, ma un dato di fatto che coincide con l’apertura stagionale del più grande parco giochi che abbia mai visto: l’Albero.
Questa foto è dell’anno scorso, quando l’abbiamo sorpreso riposarsi al sole sui rami del pino, dopo una mattina passata a tirar giù le palline e a farle correre per tutta la casa.

Un elogio per il nostro pino – rigorosamente finto -  in piedi da più di dieci anni, che continua a resistere agli attacchi delle belve domestiche.

Christmas is a state of mind, part 2 12 Dicembre, 2008

Posted by emmaci in christmas is a state of mind, fotografia, rubriche.
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