Giù al Nord 11 Dicembre, 2008
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Bella commedia, molto divertente, come solo il cinema francese sa fare: con ironia e delicatezza, senza scadere nel volgare. La trama gira attorno al trasferimento di Philippe, direttore di un ufficio postale in Provenza, a Bergues, nel Nord-Pas de Calais, considerato dai francesi un luogo buio, freddo, piovoso e abitato da gente strana; gli abitanti parlano lo Ch’timi, uno spiazzante dialetto in cui la s suona sc, mentre toi e moi diventano ti e mi, dando origine ad incomprensioni surreali ed esilaranti equivoci. Diciamocela tutta: la versione italiana è divertente, ma quella originale dev’essere davvero da ridere a crepapelle; perché il doppiaggio ha dovuto tradurre lo Ch’timi in una lingua inventata, mentre nella realtà si tratta di un vero idioma.
I luoghi comuni – rovesci di pioggia, brume perenni, strade deserte all’imbrunire, formaggi puzzolenti, zero mondanità e una popolazione di cupi villici e mezzi ubriaconi – fanno da sfondo ad una storia che tratta i temi spinosi del pregiudizio e del diverso; ovviamente è una commedia, quindi si sa già che la situazione finale sarà ribaltata… E così, oggi, Bergues è diventata, da cittadina ignorata, meta di turisti in cerca di scorci suggestivi e buona cucina.
i Neoimpressionisti e Magritte 9 Dicembre, 2008
Posted by emmaci in arti, eventi.add a comment
Mostre molto interessanti, quelle in corso a Palazzo Reale a Milano quest’inverno; cogliamo l’occasione di un weekend più lungo per andare a vederne due: i Neoimpressionisti e Magritte.
i Neoimpressionisti – fino al 25 gennaio 2009
L’esposizione è incentrata sulle figure di Seurat e Signac, fondatori e maggiori esponenti del movimento, e raccoglie opere anche di altri artisti che accolsero i principi del nuovo impressionismo.
Al di là delle opere scelte – davvero notevoli – si tratta di un’esposizione proprio ben fatta: il percorso segue in prima battuta la logica tematica per legarsi, successivamente, ad un ordine cronologico che permetta di cogliere l’evoluzione del movimento. Inoltre, la maggior parte dei dipinti viene spiegata da didascalie approfondite, perché tutti possano godere delle opere. Una mostra che rivolge l’attenzione anche ai bambini: didascalie semplici anche per loro e installazioni che giocano sulle illusioni ottiche basate sui colori; e nell’ultima sala si può dar vita ad una riproduzione in scala di grigi al dipinto più famoso di Seurat, Un dimanche après-midi sur l’île de la Grande Jatte, appiccicando su di esso dei bollini colorati, giustapponendoli come dei veri neoimpressionisti.

Magritte - fino al 29 marzo 2009
Un po’ deludente, per quanto mi riguarda, questa esposizione dedicata al surrealista belga; forse un po’ sopravvalutata, visto la coda lunghissima all’ingresso. Le opere, cento tra oli, tempere e sculture, comprendono tutto il periodo di produzione dell’artista – dai primi dipinti futuristi ai celeberrimi lavori degli anni Cinquanta – permettendo di mostrare al pubblico pezzi più e meno noti. Due soli i capolavori: la mela mascherata di Souvenir de voyage e la casa immersa nel buio sullo sfondo di un cielo azzurro di L’empire des lumières. Purtroppo nessuna spiegazione, nessuna didascalia ad approfondire il significato delle opere, così dense di simboli e di elementi che si ripetono.
Si tratta, però, dell’ultima grande esposizione oltre confine, dopodiché i lavori di Magritte saranno visibili solo in Belgio.

Esperimento brezeln 6 Dicembre, 2008
Posted by emmaci in ricette cucina etc..3 comments
Mi è rimasta voglia di brezeln da quando ne ho mangiato uno al ristorante bavarese Ludwig a Disneyland… E allora ho pensato: perché non convincere Andrea a prepararli noi durante la sua mattina libera?!

Come potete vedere, i brezeln sono venuti estremamente belli! Però, devo ammettere che dobbiamo ancora lavorare un po’ per farli buoni; bisogna ricordarsi di: farli lievitare quanto dice la ricetta, mettere un po’ più sale nell’impasto, e forse si può anche evitare di spennellarli d’uovo.
Esperimento (quasi) riuscito…
Christmas is a state of mind, part 1 4 Dicembre, 2008
Posted by emmaci in christmas is a state of mind, pensieri sparsi, rubriche.add a comment
Complici le nevicate precoci ed il gran freddo di questi giorni, mi sento addosso uno spirito natalizio come mai mi era capitato prima. Ma perché? – mi chiedo – da dove viene questa voglia di Natale? Non sono religiosa. Non sono mai stata una fan accanita di abeti addobbati e luminarie; sì, mi piacciono i pranzi con il parentado, ma li facciamo spesso, non abbiamo bisogno di un’occasione particolare per riunirci tutti (visto che non siamo tanti). E allora?? Che succede?
Mi è bastato girare per le vie di Torino in un mattino di sole gelido e vedere tutte le vetrine luccicanti, poi entrare all’IKEA, sentire il profumo del legno e vedere tanti addobbi, et voilà: voglia di decorazioni, voglia di addobbare casa – il desiderio è destinato ad una tanina personale, ma manca, e ripiego su casa mia -, voglia di dolci, di mangiarli e di farli, voglia di freddo fuori e caldo dentro…
È indicativo il fatto che abbia già pronta la lista doni e la carta da pacchi?
Leaving the road 2 Dicembre, 2008
Posted by emmaci in libri.1 comment so far
Abbandono Sulla strada di Jack Kerouac. Temporaneamente? Non lo so…
L’ho preso dieci giorni fa dallo scaffale, avvicinandomi con reverenza e aprendolo con le grandi aspettative che si possono riporre solo in un libro-cult-che-non-si-può-non-leggere. E mi ha delusa…
Nei primi quattro giorni sono riuscita a leggere a malapena un trentina di pagine: ogni tre righe mi fermavo a cercare sulla cartina dove si trovano le tappe del viaggio – e questo mi ha arricchita, perché la mia conoscenza della geografia degli USA è un po’ scarsa; intanto pensavo che la storia non mi stesse prendendo molto: la vicenda è praticamente inesistente, i personaggi sono appena accennati (e già facevo confusione tra i pochi nomi degli amici, senza capire chi fosse l’uno, chi l’altro, da dove venissero e cosa facessero). Però, credevo fosse una situazione temporanea, ed andavo avanti fiduciosa. Ma quando il protagonista si ferma a San Francisco, il racconto non decolla, rimane noioso alla stregua delle pagine precedenti. Solo le descrizioni dei paesaggi sono davvero belle.
Mi aspettavo qualcosa di diverso, di più forte, più avvincente; ma non so se ho voglia di andare avanti a forza giusto per arrivare alla fine: mi sembra di perder tempo, cincischiando con la cartina…
Facebook in reality 1 Dicembre, 2008
Posted by emmaci in pensieri sparsi.3 comments
Se Facebook non fosse un gioco virtuale sarebbe così… un po’ inquitetante, non credete?
Il video è in inglese, abbiate pazienza.





