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Milk 31 Gennaio, 2009

Posted by emmaci in cinema.
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milkHarvey Milk vive a New York, ha quasi quarant’anni e fino ad ora ha nascosto la propria omosessualità: i gay, nei primi anni 70, sono ancora considerati dei malati, dei deviati pericolosi e vengono apertamente perseguitati, picchiati, arrestati. La sera del suo compleanno conosce e si innamora di Scott Smith ed insieme a lui coltiva sogni d’amore ed emancipazione; i due si trasferiscono nel quartiere di Castro a San Francisco, un’isola di relativa tranquillità per gli omosessuali d’America. Ed eccoli aprire un negozio di fotografia che diventa in breve un punto di riferimento per il quartiere, un salotto di discussione al riparo dall’intolleranza dei vicini, un punto di partenza per l’iniziativa politica: grazie alla sua passione ed al suo carisma, Harvey diventa presto il leader della comunità omosessuale di Frisco e, dopo non pochi tentativi, viene eletto consigliere comunale della città. Da questa posizione poterà avanti la sua battaglia per il riconoscimento dei diritti ai gay e contro la Proposition 6 caldeggiata dagli integralisti religiosi, che mira al licenziamento degli insegnanti omosessuali (dichiarati o smascherati da un efficace metodo d’indagine). E ancora oltre, si batterà per tutte le minoranze: i neri, gli ebrei, gli anziani, gli hippie, diventando il paladino dei Diritti Umani. Minacciato di morte da anonimi, Milk scoprirà troppo tardi che il pericolo viene da molto più vicino.

Gus Van Sant racconta la vera storia di Harvey Milk in maniera molto elegante e obiettiva, senza calcare la mano, senza aggiungere fronzoli, senza scadere nel sentimentale e nel patetico. Il montaggio, costruito ad hoc, coniuga finzione e filmati dell’epoca – la vita nelle vie di Castro, i pestaggi della polizia, il gay pride – mescolando agli attori personaggi realmente esistiti (e repellenti quanto basta come la cantante e attivista religiosa Anita Bryant). Per completare l’opera, la pellicola è trattata sapientemente con colori sbiaditi “alla Woodstock” e garantisce omogeneità tra il finto nuovo ed il vero vecchio.
Ma quello che rende il film così emozionante è l’interpretazione strabiliante di Sean Penn, che si merita la nomination all’Oscar e anche la statuetta: il personaggio di Harvey è naturale ed intenso, divertente e magistralmente bilanciato tra il lato umano e quello politico. Anche il resto del cast è all’altezza dell’opera: James Franco adeguatamente sexy e affettuoso nella parte di Scott Smith, ed Emile Hirsch che dimostra la sua bravura di attore poliedrico (quanto l’ho odiato in Into the Wild) nei panni dell’attivista Cleve Jones.

Milk non è solo una biografia o uno spaccato della società americana negli anni 70: è un film militante ed intelligente che intende inviare un messaggio di speranza quanto mai attuale.

winter time n.5 30 Gennaio, 2009

Posted by emmaci in arti, illustrazioni e fumetti, rubriche, winter time.
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Passaggio in India 28 Gennaio, 2009

Posted by emmaci in indiani, ristoranti.
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PASSAGGIO IN INDIA, indiano – corso Casale 73/c, Torino

E per rimanere in tema, siamo andati a mangiare indiano. Questo è sicuramente uno dei miei ristoranti preferiti in città, ma – chissà perché – è passato un sacco di tempo dall’ultima volta in cui ci sono stata: due anni, forse? Tuttavia, è rimasto all’altezza delle mie aspettative.
I prezzi, era comprensibile, sono un po’ aumentati, ma ce la si cava con 30 € a testa. Il menu è stato aggiornato e sono davvero interessanti le combinazioni di piatti proposte: l’indecisione ha regnato sovrana per diversi minuti prima della scelta definitiva. Alla fine, abbiamo deciso per due menu (uno a base di pollo, l’altro di pollo, bovino e agnello) che prevedevano un piatto di antipasti, un secondo misto, una bella porzione di riso basmati profumato, e un dolce o un tè.

Buonissimi i curry, ossia gli spezzatini con abbondante salsa non necessariamente al curry (che invece è una parola nata in ambito europeo); in India, infatti, l’equivalente del curry inteso come mistura di spezie è indicato con il termine masala. Sempre eccezionale l’aperitivo: una bevanda fresca con limone, menta e cumino pestato, ovviamente accompagnato da un croccante papadam, anch’esso al cumino.

The Millionaire 27 Gennaio, 2009

Posted by emmaci in cinema.
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Jamal deve rispondere alla domanda finale per vincere 20 milioni di rupie.
Come ha fatto ad arrivare fin qui?
A. è stato fortunato
B. è un genio
C. ha imbrogliato
D. era scritto

Jamal Malik, diciottenne cresciuto negli slums di Bombay – anzi, Mumbai – è seduto sul seggiolino nell’atmosfera dello stranoto format; stessa scenografia, stessa grafica, stessi effetti sonori. E davanti a lui uno chiccosissimo presentatore in giacca scintillante dal sorriso di plastica, pronto a darlo in pasto alla polizia nel sospetto che stia barando. Come può un ragazzo delle baraccopoli sapere tutte le risposte? Da questo momento si scopre come ogni risposta abbia analogie con la vita di Jamal, segnata dal rapporto altalenante con il fratello Salim, prima solo un duro poi anche un malavitoso, e dalla ricerca instancabile della sua amata Latika. Proprio questa ragione – non solo il denaro che scandisce la  suddivisione in caste – spinge il protagonista a partecipare al quiz: spera fortemente che lei lo veda in tv e torni da lui.

Così, questa bella favola romantica si sviluppa alternando tre tempi narrativi diversi: il presente nel commissariato, i momenti appena passati nello studio televisivo, ed il racconto degli ultimi diciotto anni, specchio della storia recente dell’India. Lo spettatore, accompagnato da un commento musicale azzeccato, è condotto in location incredibili (la baraccopoli, i lavatoi, la città, il Taj Mahal; persino una latrina diventa elemento poetico) che si dimostrano la scenografia perfetta per mettere in luce il labile confine tra la povertà e la ricchezza, la bontà e la cattiveria, l’onestà e la criminalità.

the-millionaireDanny Boyle, regista versatile ed eclettico, si avvicina con questo film alla tradizione di Bollywood e mette in scena un eroe virtuoso, una principessa da salvare, una serie di antagonisti, ed un aiutante che aiuta l’eroe a portare a termine la sua missione grazie ad una sua conversione etica; proprio come nelle più semplici fiabe di Propp. Ed in questo schema elementare, che mescola il melodramma bollywodiano con i ritmi serrati e le scene d’azione del cinema occidentale, l’incubo si trasforma pian piano in sogno.

l’isola felice 24 Gennaio, 2009

Posted by emmaci in pensieri sparsi.
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Voglia di veder sparita tutta la neve dal panorama; si attenui questo bagliore costante che alla fine è diventato noioso e monotono. E invece nevica di nuovo. Voglia di chiudere con questo esame impossibile, ché tanto di momento flettente, deformazioni, tensioni e prove di resistenza mi sarò dimenticata il giorno dopo. Voglia di prendere possesso della cucina e di scegliere cosa preparare; voglia di tempo libero per dedicarmi ai fornelli senza essere osservata. Voglia di attutire il rumore di tutte le discussioni ed i litigi che nascono da un nonnulla. Voglia di stare in casa con 17°C, il maglione e il naso freddo, anziché girare in t-shirt e l’aria calda nel respiro. Voglia di andare a prendere l’acqua in montagna: non sopporto più quella del rubinetto. Voglia di riordinare, ma sarebbe troppo lungo e devo dedicarmi allo studio; così rimango seduta ad innervosirmi nel vedere le cose accumularsi in ogni angolo della stanza, perché se ci fosse una base ordinata sarebbe tutto più semplice: qui invece urge un intervento radicale. Voglia di liberarsi di tanti oggetti che condizionano la vita. Voglia di un nuovo armadio IKEA, tutto organizzato, ma non credo a 24 anni abbia senso rifare la camera nella casa dei propri genitori, perché potrebbe non durare a lungo. Voglia di cambiare aria – anche solo per poco – perché l’immobilità comincia a starmi stretta. Voglia di imparare cose nuove. Voglia di progetti, e di un qualcosa che mi chiarisca le idee così confuse. Voglia di diventare Aran per un giorno e decidere se uscire protetto dalla mia morbida pelliccia rossa oppure appallottolarmi nel piumone senza pensieri e pressioni.

winter time n.4 22 Gennaio, 2009

Posted by emmaci in arti, illustrazioni e fumetti, rubriche, winter time.
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5

Trappola per topi 20 Gennaio, 2009

Posted by emmaci in teatro.
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… three blind mice, three blind mice
see how they run…

TRAPPOLA PER TOPI, al Teatro Erba di Torino fino al 25 gennaio
I giovani coniugi Ralston, inesperti albergatori, hanno appena aperto la loro locanda, il Monkswell Manor; purtroppo rimarranno isolati dalla neve con i loro cinque sconosciuti ospiti, mentre tra loro si cela uno psicopatico assassino che ha già ucciso a Londra, e sembra intenzionato ad colpire di nuovo. Scotland Yard, allora, invia un sergente per far luce sul caso.

A Torino da 11 stagioni, uno dei gialli più famosi di Agatha Christie è diretto da Piero Nuti ed interpretato da un cast decisamente bravo; infatti avevo la sensazione che fossero volti già visti, e facendo un rapido giro su internet mi è parso di capire che alcuni siano proprio attori di professione. Tra tutti, però, spiccano il regista, nel ruolo del signor Paravicini, straniero capitato alla locanda per caso, e Adriana Innocenti così naturale nei panni della signora Boyle, vecchia acida e brontolona. Insomma ci siamo proprio divertiti.

Leggo sul volantino che lo spettacolo vide la luce il 25 novembre 1952, ed è ininterrottamente replicato da allora.  Pare che la Christie, in occasione del debutto della suo commedia, abbia detto: “Starà almeno un mese?”. Inoltre, è stato rappresentato in 45 paesi e tradotto in 24 lingue.
E allora – mi chiedo io – com’è che va in scena da così tanto tempo e ancora non tutti sanno chi è l’assassino?!

winter time n.3 19 Gennaio, 2009

Posted by emmaci in arti, illustrazioni e fumetti, rubriche, winter time.
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4

l’Opificio 17 Gennaio, 2009

Posted by emmaci in pizzerie, ristoranti.
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OPIFICIO, pizzeria – via Gili 3, Rivoli (TO)

In questo locale nascosto in un vicolo anonimo servono una pizza napoletana davvero notevole con la pasta soffice e spessa. Ma non c’è solo pizza, e infatti l’altra sera ho deciso di assaggiare lo gnocco fritto con i formaggi e il culatello: squisito! Oltre a questo c’è un’ampia scelta di piatti a base di pasta fritta, insalate, e poi molti dolci della tradizione napoletana: c’è anche la possibilità di prendere un piatto misto con assaggi di pastiera, sfogliatella ripiena di ricotta, babà al rum e zeppola dolce.

I proprietari sono gli stessi di Amici Miei e del Sicomoro a Torino e, anche nell’arredare all’Opificio si sono affidati al gusto di un team di architetti che ha proposto atmosfere essenziali e sofisticate: nero il colore dominante, lucido e opaco, mentre la luce discende da fibre ottiche ad illuminare puntualmente i tavoli o il filo d’acqua che esce dal rubinetto nei bagni. E anche qui si rivela vincente questa idea di proporre un menu tradizionale ed economico in un ambiente di ricercato design.

winter time n.2 16 Gennaio, 2009

Posted by emmaci in arti, illustrazioni e fumetti, rubriche, winter time.
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