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I mostri oggi 29 Marzo, 2009

Posted by emmaci in cinema.
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Una sera piovosa è adattissima per andare al cinema, sfortunatamente capita in un periodo in cui di bei film da vedere proprio non ce n’è. Presi bene comunque all’idea del cinema, scegliamo fra i film che ci sembrano meno peggio e, alla fine, decidiamo di dare una possibilità a I mostri oggi; sappiamo benissimo che non avrà nulla a che vedere con I mostri di Gassman e Tognazzi, ma gli attori – Abatantuono, Bisio, Marcoré e la Finocchiaro – ci piacciono e contiamo sulla loro interpretazione. Benché bravi anche in questo frangente, non c’è interpretazione che tenga, perché i sedici episodi che costituiscono il film sono inconsistenti e, al massimo, strappano qualche risata (ben poche, a dire il vero).
E così, brutta serata complice la cattiva digestione, o cattiva digestione complice il brutto film?

Las Rosas Taqueria 28 Marzo, 2009

Posted by emmaci in messicani, ristoranti.
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LAS ROSAS, messicano – via Bellezia 15/f, Torino

Il menu offre una ristretta quantità di piatti – si tratta di una taqueria ed è giusto che sia così – ma la qualità è buona ed i prezzi (abbastanza) modici. Non ho trovato buonissima la sangria, che comunque non è messicana, ma vabbé possiamo soprassedere. Il locale è curato e l’ambientazione d’effetto; l’atmosfera è molto informale, ma ciò non dovrebbe legittimare il personale ad essere scortese; poi, possibile che non si possa avere una forchetta?

in cerca di un’idea 24 Marzo, 2009

Posted by emmaci in pensieri sparsi.
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E ogni anno viene il momento in cui si deve decidere dove andare in vacanza. Già. Purtroppo i ritmi degli studenti sono sempre determinati dagli appelli e delle sessioni d’esame, e bisogna adeguarsi, anche se questo significa optare per le prime due settimane di agosto. Questo scoccia, perché – com’è noto – si tratta del periodo più affollato e costoso di tutto l’anno. Sfortunatamente, la situazione dei laureandi è tale per cui si fissa una data per la discussione della tesi e si cerca di rispettarla, dopodiché si prospetta un futuro nebuloso, privo di certezze; pertanto, se la laurea è prevista per luglio, è sensato – ancora una volta – scegliere agosto per partire. Mi pare un po’ presuntuoso e, onestamente, sciocco lasciar passare un periodo sicuramente libero da impegni adattissimo per farsi un bel viaggio, e sperare di avere un paio di settimane libere tra ottobre e febbraio. Io confido nel fatto di aver trovato la mia strada tra ottobre e febbraio, che consista in un lavoro, in un master, in un dottorato, in qualcosa di concreto insomma.

Dunque, ecco il punto: dove andiamo ad agosto? Premesso che rifuggiamo i villaggi vacanze e i tour operator e che, comunque, preferiamo mete di mare e caldo, le destinazioni in un raggio d’azione accettabile si riducono molto. Niente Croazia per un po’, grazie; ed in generale tutta la costa adriatica, visitata ampiamente nel 2006. Ho già detto ad Andrea che la prossima volta che ci andremo sarà quando lui avrà preso la patente nautica e mi ci porterà in barca a vela.
Mi sento anche di dire niente Spagna: l’anno scorso siamo stati alle Canarie e anche se ci sono ancora cinque isole da visitare, sembra di tornare nello stesso posto. La parte continentale l’ho esplorata abbastanza; manca il sud, ma non ho voglia di avventurarmici quando ci saranno quarantacinque gradi.
La Grecia – ambita da anni, ormai – pare continui ad essere una meta proibita: i voli, anche prenotandoli ora, costano una fucilata e l’unica soluzione per raggiungere un’isola qualsiasi sembra essere un pacchetto, ma è proprio una situazione che non ci attira; a meno che scegliere l’opzione auto+traghetto, che non è meno costosa e – soprattutto – implica un viaggio sfiancante. Non intendo essere piaga, mi sta bene se il viaggio è costituito da un lungo itinerario; diversamente non intendo impiegare due giorni per raggiungere un posto nel Mediterraneo. Per fare 1200 chilometri fino a Brindisi e avere davanti ancora una notte in traghetto all’addiaccio e chissà quanto tempo ancora per arrivare in una qualsivoglia isola, preferisco rimanere in Puglia. Anche qui, l’Italia è cara, non c’è verso. E poi voglio riservarmi i viaggi “vicini” per quando non sarò più così libera di andare dappertutto: in fondo sono ancora a casa, a carico dei miei genitori, non ho grandi spese da sostenere.

E così, ogni anno viene il momento in cui si deve decidere dove andare in vacanza: e noi non abbiamo ancora deciso.
Qualche idea risolutiva?

il primo mese 19 Marzo, 2009

Posted by emmaci in pensieri sparsi.
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montagnetta-di-cuccioli

Gran Torino 16 Marzo, 2009

Posted by emmaci in cinema.
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gran-torinoWalt Kowalski, veterano della guerra in Korea, è appena rimasto vedovo e si ritrova solo: chiuso e scorbutico viene schivato dai figli con cui non ha mai avuto un vero rapporto; le sue uniche passioni sono la birra, il suo cane Daisy e la sua Gran Torino, montata personalmente quand’era operaio alla Ford.  Da xenofobo custode del proprio giardino, Kowalski esce dal proprio isolamento grazie all’amicizia dei suoi vicini di casa, Thao e Su, fratello e sorella di etnia Hmong: ne diventa il difensore quando i due finiscono nel mirino di una gang locale e fa della formazione del più giovane, Thao, lo scopo delle sue giornate, affinché il ragazzo diventi un vero uomo.
Clint Eastwood torna cowboy, e con l’espressione ingrugnita presta il volto a questo fantastico personaggio che è un po’ la sintesi ed il simbolo del mondo conservatore che intorno a lui, nel suo quartiere, sta per scomparire.
Il film è molto bello, ma spiazza un po’: all’inizio è anche divertente e si ride alle prese in giro indirizzate agli asiatici, poi improvvisamente il registro cambia ed il dramma invade la pellicola.

L’ultima opera di Clint Eastwood è toccante e intrisa di questioni sui cui si dovrebbe riflettere nella vita di tutti i giorni: il problema degli anziani (indipendenza o ospizio?) e il rapporto con i figli diventati adulti; oppure: quanto ci sembrano strane le tradizioni delle altre genti viste da fuori, semplicemente a causa dei nostri preconcetti? E ancora: l’effetto della giustizia fai-da-te e lo spirito di sacrificio. Infine, la religione (sono acuti gli scambi di battute tra Walt Kowalski e padre Janovich).

Si vocifera che sia la sua ultima interpretazione, se così fosse, rimarranno impressi il grugnito e la mano che mima la pistola.

Marrakech 15 Marzo, 2009

Posted by emmaci in viaggi e gite.
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marrakech-djemaa-el-fna

Ci voleva proprio un viaggetto per svuotare la mente da pensieri e problemi ed immergersi in un altro mondo. Andare a Marrakech fa questo effetto: ti sorprende talmente con i suoi scorci, i colori e i profumi, che può far dimenticare tutto il resto. Si possono ammirare le magnifiche architetture e le decorazioni delle moschee e delle scuole coraniche, così come la semplicità  delle rosse case di fango e le vesti della gente. Ci si perde nei souq, guazzabuglio di ogni tipo di merce – dai polli alle pozioni magiche – frastornati dai commercianti che ti tirano dentro al loro bugigattolo pieno zeppo e con i quali è d’obbligo contrattare il prezzo di ogni cosa, per poi ritrovarsi  improvvisamente in mezzo alla piazza di Djemaa el-Fnaa, uno spettacolo grandioso che va in scena dalle sette del mattino in poi, tra banchetti d’arance, cavadenti, artiste dell’henné, ammaestratori di scimmie e incantatori di serpenti, danzatori (uomini) del ventre, musicisti, fino a che – in un batter d’occhio – una miriade di cuochi mette su il proprio minuscolo ristorante all’aperto, ed allora le scintillanti lampadine sopra ai tavoli illuminano ogni cucina e le diverse mise en place: spiedini d’agnello, tagine, tanjia, pesce fritto, verdure, couscous, riso, lumache, teste di capra, panini alle uova, pastilla, dolci e frutta secca, il tutto accompagnato da the alla menta zuccheratissimo.

Bisogna anche sottolineare che, nonostante il degrado e la povertà siano notevoli, noi non abbiamo mai avvertito tensioni o momenti di disagio; anzi, ci si sente più sicuri che in una città occidentale. Il turista è accolto e curato – certo perché porta soldi – ma anche nel posto più misero e scalcagnato viene offerto il miglior servizio possibile, un servizio straordinario rispetto a quello riservato ai clienti locali.

Clicca qui per vedere alcune foto.

Il valigino per Marrakech 10 Marzo, 2009

Posted by emmaci in pensieri sparsi.
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Non è mai semplice preparare la borsa per andare in vacanza. Le variabili sono sempre tante – dove si va? quanti giorni si sta? quanti gradi ci sono di giorno? c’è escursione termica la sera? c’è il vento? e poi, cosa mi sta meglio? quale colore dominante scegliere? ci sono troppe magliette o troppo poche? etc. – ma adesso che mi appresto a partire per Marrakech, anche se sto via solo tre giorni, le cose si complicano ancora.

Innanzitutto, la questione temperatura: là ci sono 25-30 gradi; sì, ma cosa significa? Io non me lo ricordo… È pazzesco: qui ci sono spesso 30 gradi d’estate, ma chissà perché poi d’inverno ci si dimentica di cosa voglia dire: si sta in maglietta? in canottiera? in costume da bagno? E a questo proposito nasce il secondo problema: sto andando in un paese islamico; quindi niente pantaloni corti, niente gonne sopra alla caviglia, niente sandali, niente scarpe aperte, niente maglie senza maniche, niente magliette scollate. Bene, credevo che nel mio armadio non ci fosse nulla che fosse appropriato, ma alla fine ho trovato pantaloni abbastanza leggeri e lunghi, e magliette del peso giusto sufficientemente accollate e con le maniche non troppo corte. Speriamo di aver fatto il valigino giusto…

Stef Burns Live 7 Marzo, 2009

Posted by emmaci in concerti, musica.
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Live al Lapsus giovedì 5 marzo, Stef Burns ci ha regalato un bellissimo concerto: tutti stipati in una cantina – questo è un po’ l’effetto che fa il locale – abbiamo assistito ad un’eccezionale performance del chitarrista californiano, di stanza a Torino per una delle tappe del tour di promozione del suo ultimo disco World, Universe, Infinity.

Io l’ho conosciuto come “il chitarrista di Vasco”: durante i concerti si ritaglia degli spazi dove eseguire assoli pazzeschi, se non, addirittura, intere canzoni. Ma Stef Burns è un artista poliedrico con un curriculum da far impallidire: Vasco sì (progetto che continua tuttora), ma anche Prince, Michael Bolton ed Alice Cooper, con cui ha suonato dal 1991 al 1995. Nel 2004, poi, Stef è stato invitato a suonare al G3 con Joe Satriani, Steve Vai e Robert Fripp. Mica nomi qualsiasi!

E poi la sua carriera solista personale, partita con l’album The Swamp Tea nel 1998, volta al blues e ai virtuosismi rock eseguiti con la sua inseparabile Fender Stratocaster color crema – modello unico creato apposta per lui, ed ora anche piuttosto consumato.
Nella sua esibizione torinese ha alternato brani decisamente rock a ballate blues, cantando anche. Ma non crediate che Stef Burns “faccia la rockstar”! È simpatico, autoironico, divertente (ha parlato soprattutto in italiano) e, una volta sceso dal palco, non si sottrae agli autografi e alle fotografie.

Questo è l’ultimo singolo, si chiama Space Time.
Potete vedere il video su Mtv tre, quattro volte al giorno.
[ieeeeeeeeeee, huuuuuuuuuu]
Non è vero.
Ma non me ne frega un cazzo!
[ieeeeeeeeeee, huuuuuuuuuu]
Non è vero.
Me ne frega, eccome.

Expo Casa 5 Marzo, 2009

Posted by emmaci in architettura, design, eventi.
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Esposizione per presentare le ultime tendenze nell’arredamento. È in sostanza una fiera del mobile in cui mobilifici e rivenditori mettono in piedi begli stand e ambientazioni lussuose: cabine armadio attrezzatissime, vasche da bagno trasparenti, cucine self-standing a forma di uovo, specchi, lampade, divani con le forme più strane. Chi non può permettersi nulla di tutto ciò, troverà comunque interessanti spunti per quanto riguarda la disposizione dei mobili, l’uso dei colori, l’equipaggiamento delle cucine e dei bagni: tutte idee da fotografare e reimpiegare, anche perché a volte si tratta di trucchi estremamente semplici ma di sicuro effetto.

Piccola nota: com’è possibile che, in un’esposizione di grandi firme dell’arredamento e del design, in ogni stand ci fosse almeno un oggetto IKEA?

Expo Casa @ Lingotto, Torino – fino al 8 marzo 2009

Più reality di così 2 Marzo, 2009

Posted by emmaci in cose che capitano.
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Incredibile, c’è sempre qualcosa di nuovo da vedere!
L’altra sera, a casa di amici, abbiamo scoperto che su un qualche canale di Sky c’è un programma: Reparto Maternità. Niente di più semplice: le telecamere raccontano storie di donne in dolce attesa da quando entrano in ospedale, l’ospedale di Bologna, a quando se ne vanno con il pupo nel trasportino. Insomma, fanno vedere tutto il parto, che sia naturale o con il cesareo.

Per me è stato veramente scioccante: al di là del fatto che io penso sia una cosa estremamente privata (però si tratta di una scelta delle madri, e vabbè), ma è spaventoso vedere con tale dettaglio come nascono i bambini. Ben più spaventoso di Real TV, ad esempio, ma chissà perché sulle reti in chiaro preferiscono trasmettere disastri e incidenti. Non capisco: con le nascite ci si spaventa lo stesso, con tutte quelle urla, quel sangue; fa anche un po’ schifo, a dirla tutta. Eppure la nascita non fa audience, e allora sembra sia meglio mandare in onda tragedie e omicidi.