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Marrakech 15 Marzo, 2009

Posted by emmaci in around the world.
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marrakech-djemaa-el-fna

Ci voleva proprio un viaggetto per svuotare la mente da pensieri e problemi ed immergersi in un altro mondo. Andare a Marrakech fa questo effetto: ti sorprende talmente con i suoi scorci, i colori e i profumi, che può far dimenticare tutto il resto. Si possono ammirare le magnifiche architetture e le decorazioni delle moschee e delle scuole coraniche, così come la semplicità  delle rosse case di fango e le vesti della gente. Ci si perde nei souq, guazzabuglio di ogni tipo di merce – dai polli alle pozioni magiche – frastornati dai commercianti che ti tirano dentro al loro bugigattolo pieno zeppo e con i quali è d’obbligo contrattare il prezzo di ogni cosa, per poi ritrovarsi  improvvisamente in mezzo alla piazza di Djemaa el-Fnaa, uno spettacolo grandioso che va in scena dalle sette del mattino in poi, tra banchetti d’arance, cavadenti, artiste dell’henné, ammaestratori di scimmie e incantatori di serpenti, danzatori (uomini) del ventre, musicisti, fino a che – in un batter d’occhio – una miriade di cuochi mette su il proprio minuscolo ristorante all’aperto, ed allora le scintillanti lampadine sopra ai tavoli illuminano ogni cucina e le diverse mise en place: spiedini d’agnello, tagine, tanjia, pesce fritto, verdure, couscous, riso, lumache, teste di capra, panini alle uova, pastilla, dolci e frutta secca, il tutto accompagnato da the alla menta zuccheratissimo.

Bisogna anche sottolineare che, nonostante il degrado e la povertà siano notevoli, noi non abbiamo mai avvertito tensioni o momenti di disagio; anzi, ci si sente più sicuri che in una città occidentale. Il turista è accolto e curato – certo perché porta soldi – ma anche nel posto più misero e scalcagnato viene offerto il miglior servizio possibile, un servizio straordinario rispetto a quello riservato ai clienti locali.

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