Harry Manx 29 Aprile, 2009
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C’è questa canzone che mi piace moltissimo: Can’t be satisfied di Harry Manx. Per farla sentire ad un amico, l’ho cercata su YouTube e sono rimasta impressionata dalla maniera in cui Manx suona… io non avevo mai visto niente di simile!
Che – L’argentino 26 Aprile, 2009
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È il 1956 quando Ernesto Guevara, medico argentino, si imbarca alla volta di Cuba con il giovane avvocato Fidel Castro e altri guerriglieri determinati a liberarla con una rivoluzione dalla dittatura di Fulgencio Batista. Sbarcato sull’isola, il Che combatte con la sua colonna nella foresta tropicale della Sierra Maestra fino a raggiungere Santa Clara, conquistata con una coraggiosa battaglia prima di raggiungere L’Avana.
Tre sono i piani temporali che vengono magistralmente alternati: l’incontro con Castro a Città del Messico caratterizzato da una fotografia color seppia; la rivoluzione, filmata con nitidezza per esaltare sia le scene d’azione, sia i magnifici paesaggi; le immagini del 1964 a New York in occasione del suo discorso alle Nazioni Unite, in bianco e nero, quasi si trattasse di un filmato dell’epoca.
Nel primo atto del suo lungo film (la seconda parte non si farà attendere molto, per fortuna), Steven Sodebergh si affida ai diari autobiografici del Che per raccontare con taglio documentaristico le imprese cubane del comandante Guevara – un perfetto Benicio Del Toro, vincitore al Festival di Cannes per questa interpretazione – senza lascarsi tentare dai toni gloriosi che ne hanno fatto un’icona: da un lato è leader carismatico immensamente fedele ai suoi ideali rivoluzionari, dall’altro è umano, tormentato dall’asma; un personaggio influente, pieno di punti oscuri e debolezze. Chi sia stato davvero Guevara è una questione che il cinema sicuramente non risolve; tuttavia, quello del film di Soderbergh è un tentativo, decisamente riuscito, di renderci partecipi della sua avventura personale e storica.
Osteria delle Alpi 18 Aprile, 2009
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OSTERIA DELLE ALPI, piemontese – borgata Pianca 28, Trana (TO)
A distanza di dieci anni dall’ultima volta, cogliamo l’occasione del compleanno di papà per tornarci. E qual gioia nel constatare che nulla è cambiato! L’atmosfera da piola, la cucina di qualità e la cantina ben fornita rimangono i pregi di questo ristorantino immerso nei boschi della Val Sangone.
C’è un menu completo (dall’antipasto al caffé) a soli 16€ oppure si può scegliere di ordinare à la carte, e comunque non si spenderà molto di più. Tutto è ottimo e servito con stile; per farvi venire l’acquolina in bocca vi cito il vitello tonnato e il tomino con le acciughe, i tajarin al ragout e gli gnocchi al sugo di cinghiale e i garganelli agli asparagi, il sottofiletto al rosmarino e la fetta impanata di maiale con fonduta di toma, i formaggi tipici e i dolci (bonet, creme caramel e sorbetti) rigorosamente fatti da loro come il pane ed i grissini.
Insomma, un posto che vale assolutamente la pena provare: ogni stagione è buona – sapeste i funghi d’autunno! Magari non passeranno di nuovo dieci anni prima che io ci ritorni…
Old Possum’s book of Practical Cats 14 Aprile, 2009
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MR. MISTOFFELEES
(illustrazione di Errol Le Cain)
You ought to know Mr. Mistoffelees!
The Original Conjuring Cat -
(There can be no doubt about that).
Please listen to me and don’t scoff. All his
Inventions are off his own bat.
There’s no such Cat in the metropolis;
He holds all the patent monopolies
For performing surprising illusions
And creating eccentric confusions.
At prestidigitation
And at legerdemain
He’ll defy examination
And deceive you again.
The greatest magicians have something to learn
From Mr. Mistoffelees’ Conjuring Turn.
Presto!
Away we go!
And we all say: OH!
Well I never!
Was there ever
A Cat so clever
As Magical Mr. Mistoffelees!
He is quiet and small, he is black
From his ears to the tip of his tail;
He can creep through the tiniest crack
He can walk on the narrowest rail.
He can pick any card from a pack,
He is equally cunning with dice;
He is always deceiving you into believing
That he’s only hunting for mice.
He can play any trick with a cork
Or a spoon and a bit of fish-paste;
If you look for a knife or a fork
And you think it is merely misplaced -
You have seen it one moment, and then it is gawn!
But you’ll find it next week lying out on the lawn.
And we all say: OH!
Well I never!
Was there ever
A Cat so clever
As Magical Mr. Mistoffelees!
His manner is vague and aloof,
You would think there was nobody shyer -
But his voice has been heard on the roof
When he was curled up by the fire.
and he’s sometimes been heard by the fire
When he was about on the roof -
(At least we all heard somebody who purred)
Which is incontestable proof
Of his singular magical powers:
And I have known the family to call
Him in from the garden for hours,
While he was asleep in the hall.
And not long ago this phenomenal Cat
Produced seven kittens right out of a hat!
And we all said: OH!
Well I never!
Did you ever
Know a Cat so clever
As Magical Mr. Mistoffelees!
(T.S. Eliot, Old Possum’s book of Practical Cats, Faber, London 1939)
Balthazar 6 Aprile, 2009
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BALTHAZAR, pizzeria – corso Vittorio Emanuele II 21, Torino
Ribattezzata La Pretenziosa, questa pizzeria si presenta come un ristorante sfarzosissimo: nelle due sale di legno bianco spiccano i drappeggi oro e rosso delle tende, le sedie rivestite in stoffa, i lampadari scintillanti e le opere d’arte di dubbio gusto; per non parlare del bagno – nero, in netto contrasto con la sala – che sembra un salotto con quel suo divano antico verde e gli asciugamani monouso in spugna, la crema Nivea, lo smacchiatore rapido e le riviste di architettura. E di un certo lignaggio sembrano esserlo anche gli avventori, tutti appartenenti alla Torino bene o che almeno si vestono e si atteggiano come se lo fossero.
A parte questo, la pizza è molto buona: napoletana cotta nel forno a legna con ottimi ingredienti (particolarmente apprezzabili sono la mozzarella di bufala, la burrata, il prosciutto San Daniele e le olive taggiasche); il menu non è molto lungo, una decina di pizze al massimo. Poi, il Balthazar offre anche piatti da ristorante e qui si ricade nel “tanto fumo poco arrosto” perché un semplice panino con patatine fritte viene chiamato hamburger alla newyorkese e così via… Certo i piatti hanno una presentazione degna dei grandi chef e i dolci sembrano deliziosi, ma a mio parere tutto questo è un po’ troppo per quella che, alla fin delle fini, è una pizzeria.
Secondo la legge di Murphy… 3 Aprile, 2009
Posted by emmaci in cose che capitano.add a comment
…se qualcosa può andare storto lo farà di sicuro. Accanto a questa massima, io metterei un altro proverbio: le disgrazie non vengono mai sole.
Ebbene, tutto è cominciato lunedì, quando una cretina che usciva da un parcheggio andava avanti guardando indietro, proprio mentre io passavo in macchina. Bum! Niente di grave, ma è pur sempre una scocciatura. Poi, un caro prozio novantacinquenne è stato male ed è difficile che si riprenderà… Ma non è finita qui – e già sarebbe abbastanza – perché il mio computer ha deciso di farmi uno scherzo a tre mesi dalla laurea e non funziona più. Morale della favola sto perdendo un sacco di tempo dietro a garanzie, assistenze e centri riparazione.
Quindi, non vogliatemene se sarò un po’ latitante da questo blog…






