Cloud watching 26 Maggio, 2009
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Io dico che è un cane volante!
Soffocare 21 Maggio, 2009
Posted by emmaci in cinema.add a comment
Basato sul romanzo di Chuck Palahniuk – che con un nome così non poteva scrivere altro che libri strani- il film non manca d’essere divertente e assurdo.
Victor, sessuomane e figurante in un parco a tema coloniale, finge di soffocare sistematicamente al ristorante per farsi adottare finanziariamente dall’eroe di turno (scelto con con accuratezza in base al portafogli) per poter pagare la permanenza della madre all’ospedale psichiatrico.
Palahniuk ha scelto questo scenario per dipanare la sua trama, tra sedute di terapia di gruppo, amici sessuomani, vecchie rimambite e personaggi in costume, ed il regista, l’esordiente Clark Gregg, delega totalmente alla sceneggiatura la riuscita del suo film. Certo gli attori sono bravi; anzi, Anjelica Houston è brillante nell’interpretare la madre, sia nelle scene in cui è malata in ospedale, sia nei flashback che ci raccontano i modi originali con cui cercava di educare il figlio; ma anche l’interprete di Victor, Sam Rockwell, è adatto e riesce bene. Tuttavia il film manca di qualcosa, forse proprio della regia: il romanzo di Palahniuk ha sicuramente più forza.
Folgorazione 11 Maggio, 2009
Posted by emmaci in pensieri sparsi.add a comment
Da quando sono in grado di usare il giradischi – e da quando mi è permesso – ho saccheggiato la collezione di LP di mio padre di tutto quel che mi piacesse: Beatles, Pink Floyd, King Crimson, Rolling Stones, Bob Dylan, Cat Stevens, ma anche Beethoven, Mozart, Miles Davis e John Coltrane. Avevo imparato la posizione di tutti quanti. Tranne i Led Zeppelin; ascoltavo spesso Led Zeppelin IV ma impiegavo sempre un sacco di tempo a cercarlo, lì, nascosto tra i King Crimson e John Lennon.
Ieri la folgorazione: i dischi sono in ordine alfabetico!
Obama batte le Winx e Goku 6 Maggio, 2009
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Ovvero il mondo come lo vedono i bambini.
Altro articolo davvero interessante – ed esilarante – della mia amica Elena.
Premessa:
Obama ha sbaragliato le Winx, e perfino Goku: se i bambini potessero affidare a qualcuno le sorti del nostro paese, a tirarci fuori dai guai questa volta toccherebbe a Barack, e tanti saluti alle fatine. Questi bambini hanno le idee chiare. O quasi. Sì, perché tra animali imbalsamati (i lugubri tassi fissi) e Berlusconi presidente di tutto il presidiabile, il nostro mondo visto dai bambini merita davvero un viaggio di studio. Passare un paio d’ore in una classe elementare – anzi due: la seconda A della Freinet e la quinta A della Cavour, entrambe sotto il III circolo didattico di Rivoli – è come saltare nella tana del bianconiglio. Ci sono gli oggetti che usiamo tutti i giorni, solo che servono ad altro. I volti che affollano i tg, i politici, i presidenti; e anche loro servono ad altro. La nostra realtà vista dai bambini ricorda vagamente un delirio da peperonata; le quote rosa sono mutande e i minorenni non votano perché non possono andare in carcere (questa è geniale). Bisognerebbe intervistarli più spesso: perché capovolgono le prospettive e regalano una risata, due modi per mantenersi saldi quando il mondo impazzisce. Un’ultima cosa, però: i bambini deformano la realtà, ma sono pur sempre specchi. E allora facciamo attenzione, tutti quanti, quando una bambina dice che «le donne dicono cose un po’ meno importanti degli uomini».
Relatività 4 Maggio, 2009
Posted by emmaci in libri.add a comment
Lui aveva scoperto che la reazione migliore era una sola: sedersi ed esaminare con calma la situazione. Questo non soltanto aiutava a trovare la soluzione, ma gli dava anche la possibilità di ricordare che le cose non sono mai brutte come sembrano: è tutta una questione di prospettiva. Restarsene seduti a guardare il cielo per qualche minuto – non un punto particolare, il cielo così in generale – l’immenso cielo sgombro del Botswana, ridimensionava molto i problemi umani. Naturalmente non era possibile dire cosa ci fosse in quel cielo, almeno durante il giorno; ma di notte si rivelava un oceano di stelle, senza limiti, infinitamente bianco; talmente grande che qualunque umano problema, anche il più grosso, in confronto era una minuzia. Eppure noi non sappiamo vederlo così…
Alexander McCall Smith, The Good Husband of Zebra Drive





