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nonostante i nuvoloni 24 Luglio, 2009

Posted by emmaci in fotografia.
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diario di una laurea 15 Luglio, 2009

Posted by emmaci in cose che capitano.
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La sera prima sono andata a dormire apparentemente tranquilla, ma il tarlo dell’agitazione era insito in me ed ha cominciato a manifestarsi durante la notte quando mia sorella è tornata a casa dai suoi giri. «Chinati, chinati!» le ho intimato, totalmente addormentata. Dopodiché ho cominciato a sproloquiare circa la nitidezza delle immagini; a quanto pare sono apparsa abbastanza convincente perché Elisa si è fermata ad ascoltarmi, ma non capiva nulla; ad un certo punto mi sono resa conto di ciò che stava succedendo e ho cercato di rattoppare: «So benissimo quello che ti voglio dire, solo che non riesco a trovare le parole giuste per farmi capire». Al mattino mi sono svegliata ridendo da sola di questa vicenda…

Mentre uscivo di casa, per fortuna, mio padre si è accorto che non avevo con me la tesi e le tavole! E dire che non nota mai niente… Finalmente, sono partita con Elisa, ho recuperato Andrea e in perfetto orario siamo arrivati al Valentino. Tutto a posto anche mentre arrivavano gli altri amici e il resto del parentado; tutto tranquillo per due ore circa. Fino a che non è stato il mio turno… anzi, sono salita alla cattedra fiera del mio inaspettato self-control! A quel punto, però, il mio cuore ha cominciato a battere così forte da togliermi il fiato… il mio relatore, allora, è stato abbastanza sensibile da interrompermi con una sua osservazione per permettermi di fare un bel respiro profondo, e da lì è andato tutto liscio e perfetto.

Al momento della proclamazione, poi, non mi aspettavo il 110 – con lode, per di più! – e tutta la mia soddisfazione non è riuscita a controllarsi: senza quasi accorgermene ho abbandonato ogni serietà e le mie labbra si sono distese in un enorme sorriso muovendosi in un inconfondibile «Uao!»

14 luglio 14 Luglio, 2009

Posted by emmaci in cose che capitano, fotografia.
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Letture 11 Luglio, 2009

Posted by emmaci in libri.
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Ciò che non ho abbandonato durante questo periodo infernale è stata la lettura; necessaria per staccare completamente e immergermi in altri mondi.

Prima ho provato con L’amore ai tempi del colera di Gabriel Garcìa Marquez, ma si è rivelato una delusione… Vi avevo riposto grandi aspettative: in fondo, Cent’anni di solitudine è uno dei miei romanzi preferiti. Ma questo non è il Marquez che mi ha fatta appassionare alla famiglia Buendìa e alle sue vicende. Cambia proprio lo stile, ed è una noia mortale. In più, i personaggi sono delle piaghe tremende… No, no, no. Peccato.

Mentre cercavo di finirlo, ho intercettato Una stagione selvaggia di Joe R. Lansdale: Hap e Leonard vengono coinvolti dalla ex-moglie del primo per ritrovare il bottino di una rapina avvenuta tempo addietro, localizzato con ogni probabilità dentro ad una macchina immersa nelle acque di un fiume da quelle parti, in Texas. Lo sviluppo della storia è piuttosto lineare e prevedibile, non ci sono sussulti particolari e non si regge sulla tensione dei cambi di scena; è sempre l’interazione tra i vari personaggi a reggere l’intera struttura e i confronti tra le diverse personalità. E Lansdale ha un modo di scrivere eccezionale: in poche pagine e con poche parole, riesce a fare immaginare tutta la situazione in ogni piccolo dettaglio, suono, odore, sensazione. Toglie il fiato e accelera il battito cardiaco.

L’aspetto più entusiasmante di tutto il romanzo, comunque, è costituito dai dialoghi tra i due protagonisti, i loro continui botta e risposta: l’idealismo romantico e ormai disilluso di Hap si specchia di continuo con il cinismo e la saggezza di Leonard, creando dei momenti di pura ilarità ma non disdegnando alcune importanti riflessioni su come siano cambiati i tempi dagli anni ’60 – anni di lotte ideologiche in cui pensavano di poter cambiare il mondo e in cui ogni situazione era un pretesto di lotta e di ribellione al sistema.

Un mostro si chinò su di me. No, era Leonard. Si tolse la maschera e il respiratore di bocca. Mi stava chiamando, ma la sua voce arrivava da molto lontano. Stava chiamando anche qualcun altro. Qualcuno di nome Tessa D’Arazzo. No, un momento. Era testa di cazzo. Per caso ero io?

Mi laureo, così pare 7 Luglio, 2009

Posted by emmaci in pensieri sparsi.
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La tesi: finita, stampata, rilegata e consegnata.
Quasi mi sfuggiva una pagina, lasciando un discorso a metà!

Ora devo finire di comporre le tavole con tutti i pezzettini che ho disperso nella tesi, e poi preparare discorso e presentazione. Adesso che so anche la commissione, mi sa che dovrò approfondire degli aspetti: c’è il professore di Scienze dei Materiali che non mi è mai piaciuto tanto… uffa.

Ovviamente, arriverò alla laurea disfatta dalla stanchezza e dall’ansia: da alcune settimane ho ridotto le ore di sonno drasticamente, l’attività sportiva è andata a ramengo e il mio colorito è verde computer.
Beh, dai… forse la situazione non è così tragica: il riposo, sì, è passato alle 5/6 ore a notte, ma ci si fa l’abitudine dopo un po’ (salvo alcuni momenti di crollo totale quando il solo abbassare le palpebre ha rischiato di farmi addormentare) e lo sport ha preso il penultimo posto nella classifica delle esigenze primarie (subito prima del cibo, visto che c’è stato qualche giorno in cui non avrei mangiato se qualcuno non me lo avesse ricordato). Per rimediare ad assenza di sport e di sole, dato che il computer mi tiene inchiodata ad una sedia all’ombra, ho cercato di spostarmi sempre a piedi in città, anche per diversi chilometri, camminando dalla parte assolata della strada. Insomma, alla fine non sono proprio verde.

E poi, so già che quella mattina sarò nervosa e irritabile e che ci sarà qualcuno che, nel tentativo di tranquillizzarmi, mi renderà ancora più intrattabile.
Uno, due, tre, respira. Uno, due, tre, respira…

Qui minaccia pioggia 5 Luglio, 2009

Posted by emmaci in fotografia.
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Aran e Joy: il rodeo 1 Luglio, 2009

Posted by emmaci in cose che capitano.
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Questo spettacolo va in scena quasi tutte le sere: ieri erano particolarmente in forma!