jump to navigation

To Rome with… uh? 26 aprile, 2012

Posted by emmaci in cinema.
3 comments

Se proprio volete vedere questo film, fate in modo di recuperare un biglietto gratis, altrimenti non ne vale la pena. Senza ombra di dubbio, questo è il punto più basso raggiunto dalla carriera di Allen, che già vacillava parecchio dopo le uscite degli ultimi anni (eccezion fatta per Whatever works e Midnight in Paris).

To Rome with love
Woody Allen, 2012 

Quattro storie che si intrecciano e non so mica che dovrebbero comunicare. Ambientate in una Roma color seppia – e per altro invasa da un product placement selvaggio – vedono l’avvicendarsi di personaggi italiani e personaggi americani, e non si capisce perché le donne italiane debbano avere i baffi e vestire abiti floreali anni Cinquanta, mentre le americane sono così easy-and-chic in jeans and t-shirt. Insomma, ma come ci vedono oltreoceano? Comunque, quattro storie insipide che fanno acqua da tutte le parti – dell’unità di tempo ce ne freghiamo altamente – che hanno una moralina diluita, che non divertono, che lasciano il tempo che trovano e danno pure un po’ fastidio (io spero ancora che l’italiano medio non sia così com’è dipinto, ossessionato dalla celebrità e dal sesso).

Parliamo del cast, allora, e cominciamo col dire che questo è un raro caso in cui i personaggi non si “allenizzano” troppo. Il piccolo vantaggio che ne deriva è che per un poco ci si dimentica di stare in un film di Woody Allen. A parte il regista, che torna davanti alla macchina da presa riservandosi le battute più divertenti – o meno banali – la più nevrotica è Juno/Ellen Page, nella parte di una wannabe-actress che fa innamorare il malcapitato Zuckerberg/Eisenberg. Gli italiani fanno un po’ a modo loro, ma non danno prove di bravura: Benigni piuttosto imbrigliato, Albanese decisamente sotto tono, i due sposini di Pordenone sono un po’ inverosimili e hanno anche uno spiccato accento romano – ma fateli arrivare da un’imprecisata località laziale, no?; tra tutti, però, mi sono piaciuti sia lo Scamarcio, ladro pugliese e genuino, sia la Penelope zoccola che recita in italiano. Lasciamo stare il doppiaggio, ché è meglio.
Insomma, un film davvero scarso con un’unica trovata divertente. Non ve la dico, scopritela da soli una volta che avete l’influenza o una montagna di camicie da stirare.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 515 follower