Rubino

Che ci facevo a Sanremo il giorno della finale?

Andavo ad una mostra di uno fra gli illustratori che preferisco: Antonio Rubino, che fu molto di più di un illustratore, in realtà. È lui che mi ha spinto alla masochistica decisione di affrontare la folla in piena febbre da Festival.
Una piccola esposizione di alcuni lavori donati dai discendenti dell’artista al Museo Civico di Sanremo, isola di silenzio proprio lì davanti all’Ariston. Piccola ma densa: ci sono le tele, i motivi per tessuti, i manifesti pubblicitari e i fumetti con tutti gli spettacolari personaggi creati dalla sua fantasia. Spazi affollati di dettagli, in un’esplosione di colori e di linee che dal liberty volgono al futurismo.
Se non lo conoscete, datevi da fare.

Fino al 30 aprile. Palazzo Borea d’Olmo, Museo Civico di Sanremo.

Mucha, meglio tardi che mai

Alphonse Mucha: modernista e visionario” al Forte di Bard.
Valeva davvero la pena, perché era una mostra ricca e molto interessante. A precedere la sala con le opere, una folta galleria fotografica riassumeva l’attività dell’artista ceco, sia con immagini di studio per le litografie, sia con fotografie di ricerca sui popoli slavi; e anche qualche buffo scatto all’amico Cezanne. Dopodiché la sontuosa esposizione dei pannelli decorativi, dei manifesti teatrali di Sarah Bernhardt, dei cartelloni pubblicitari: biscotti, profumi, champagne, cartine per sigarette. E bozzetti preparativi a matita ancora più emozionanti. Infine, i dipinti per il ciclo dell’Epopea Slava, decisamente più cupi e lontani dal linguaggio Art Nouveau così caratteristico e immediatamente riconoscibile.

alcune immagini su Repubblica.it

Davvero notevole anche il restauro del Forte: sarà bene tornarvi per visitarlo come si deve.
E grazie a E. e F. per il piacevolissimo pomeriggio.