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14 luglio 14 Luglio, 2009

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Aran e Joy: il rodeo 1 Luglio, 2009

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Questo spettacolo va in scena quasi tutte le sere: ieri erano particolarmente in forma!

In mezzo per caso (capitolo II) 29 Giugno, 2009

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Sì, sì. Continuo a ricevere messaggi da questi due.
Speravo non si trattasse di una faccenda così banale, ma sono arrivata alla conclusione che si tratti di una relazione clandestina…

Qualche sera fa, il cellulare in questione era disperso per casa e, dato che sapevo che mia madre mi avrebbe chiamata di lì a poco, ho provato a farlo squillare con il mio telefono, quello ufficiale. Ha suonato un po’ a vuoto, e ho pensato di averlo dimenticato zitto. Senonché, dopo un paio di minuti, mi ha chiamato. Il mio telefono si è animato e mi ha chiamato. Intendo dire, che qualcuno mi ha telefonato e sul display appariva il nome dell’altro mio cellulare… Brivido. Non rispondo, ovvio. Dopodiché ricevo un messaggio piuttosto strano: «Chiunque tu sia stavo in dolce compagnia, ed è meglio per te che tu abbia sbagliato! Grazie». Cosa significa che “è meglio per me”? Se sei in dolce compagnia perché ti preoccupi di qualcuno che ha sbagliato a chiamarti?
Comunque, poi ho ritrovato il telefono disperso e ho fatto delle prove con entrambi i cellulari per capire cosa fosse andato storto. Dopo un po’ di tentativi, mi sono accorta che sul mio telefono ufficiale avevo scritto male il prefisso dell’altro numero, mentre la sequenza successiva era corretta; e dunque ho capito che alla base di tutto c’è uno sciocco bug dei cellulari che identifica con lo stesso nome numeri uguali con prefissi diversi. A ripensarci, mi era già capitato.

Almeno adesso so perché continuano ad arrivarmi questi messaggi. A giudicare dal tono e dallo stile, chi li invia è Lei, chi li dovrebbe ricevere è Lui. E intanto, ieri sera Lui avrebbe dovuto chiamarla alle 23.30 ma poi «bè vabb, te l’ho data l’occasione». E stasera idem. Insisto nel tacere?

Torino, via S. Massimo 20 Giugno, 2009

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Io non ho mai visto un negozio così chic.

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Le gru volano sopra ai loro nidi e alcune vi si posano. Cosa c’è dentro? Viti, dadi e rondelle. È una ferramenta, ovviamente.

In mezzo per caso 18 Giugno, 2009

Posted by emmaci in cose che capitano.
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Da qualche giorno capita una cosa strana. Il mio numero di cellulare è finito in mezzo ad una storia fra due persone, forse tre. Sicuramente, è successo che la persona che mi manda questi messaggi ha scritto male il numero dell’altra, perché il numero in questione è quello che io uso solo per parlare gratis (o quasi) con mia madre, quindi ce l’ha solo lei.

Riassumendo, ci sono due persone che si danno degli appuntamenti, ma una non deve chiamare l’altra, la quale, a sua volta, non ha ancora parlato con la terza.

Dal momento che questi due sono totalmente inconsapevoli che ci sia di mezzo un filtro, cioè io, come faranno a comunicare?
Magari se mi arriva un altro messaggio glielo dico…

Secondo la legge di Murphy… 3 Aprile, 2009

Posted by emmaci in cose che capitano.
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…se qualcosa può andare storto lo farà di sicuro. Accanto a questa massima, io metterei un altro proverbio: le disgrazie non vengono mai sole.

Ebbene, tutto è cominciato lunedì, quando una cretina che usciva da un parcheggio andava avanti guardando indietro, proprio mentre io passavo in macchina. Bum! Niente di grave, ma è pur sempre una scocciatura. Poi, un caro prozio novantacinquenne è stato male ed è difficile che si riprenderà… Ma non è finita qui – e già sarebbe abbastanza – perché il mio computer ha deciso di farmi uno scherzo a tre mesi dalla laurea e non funziona più. Morale della favola sto perdendo un sacco di tempo dietro a garanzie, assistenze e centri riparazione.
Quindi, non vogliatemene se sarò un po’ latitante da questo blog…

Più reality di così 2 Marzo, 2009

Posted by emmaci in cose che capitano.
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Incredibile, c’è sempre qualcosa di nuovo da vedere!
L’altra sera, a casa di amici, abbiamo scoperto che su un qualche canale di Sky c’è un programma: Reparto Maternità. Niente di più semplice: le telecamere raccontano storie di donne in dolce attesa da quando entrano in ospedale, l’ospedale di Bologna, a quando se ne vanno con il pupo nel trasportino. Insomma, fanno vedere tutto il parto, che sia naturale o con il cesareo.

Per me è stato veramente scioccante: al di là del fatto che io penso sia una cosa estremamente privata (però si tratta di una scelta delle madri, e vabbè), ma è spaventoso vedere con tale dettaglio come nascono i bambini. Ben più spaventoso di Real TV, ad esempio, ma chissà perché sulle reti in chiaro preferiscono trasmettere disastri e incidenti. Non capisco: con le nascite ci si spaventa lo stesso, con tutte quelle urla, quel sangue; fa anche un po’ schifo, a dirla tutta. Eppure la nascita non fa audience, e allora sembra sia meglio mandare in onda tragedie e omicidi.

piccola Joy 24 Dicembre, 2008

Posted by emmaci in cose che capitano.
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Alla vigilia delle feste, la nostra piccola Joy ha coronato il suo sogno d’amore. Sotto la luce romantica del limpido tramonto del 23 dicembre, una mano – misteriosa quanto scriteriata – ha aperto il cancello del cortile, e Lemon, l’eterno fidanzato che assediava casa nostra da molti giorni ormai, è riuscito a intrufolarsi in cortile.

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Et voilà, fra tre mesi avremo una serie di piccoli LemonJoy, affettuosi e obbedienti come la loro mamma, rasta e giocosi come il loro papà.

Qualcuno si prenota per adottarne uno?

Bicchiere no.3 17 Dicembre, 2008

Posted by emmaci in cose che capitano, pensieri sparsi.
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Detesto rompere i bicchieri. E i piatti, i vasi, le tazze.

Un momento li hai in mano, belli, utili, interi, ed un attimo dopo – ops! – in mille pezzi: inservibili e taglienti.
Rimane addosso una sensazione di disagio, di impotenza. Perché sei così maldestra? Ti scivolano dalle mani senza che tu te ne accorga e urtano un piatto, uno spigolo o finiscono sul pavimento. E quando intuisci che non c’è possibilità di recuperarli, che stanno per rompersi, allora provi un terrore inspiegabile, anche se è un qualunque bicchiere Ikea senza valore.

Mi sono persa la bagnacaoda… 10 Novembre, 2008

Posted by emmaci in cose che capitano, ricette cucina etc..
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bagnacaodaSigh! A causa di un’influenza inaspettata e indesiderata, ieri mi sono persa l’unica occasione annuale di mangiare la bagnacaoda, quella come si deve. Non quella improvvisata da mettere nell’insalata di cavolo o sui peperoni arrosto, ma quella preparata con cura: si pela l’aglio, lo si mette a bagno nel latte – così è meno forte e anche io posso digerirlo – e lo si fa a pezzettini, si puliscono le acciughe e poi si mette tutto a cuocere nell’olio. Piano piano a fuoco lento, finché l’aglio e le acciughe si disfano e danno origine ad una salsa molto spessa. Niente latte né panna, please.

Poi si preparano le verdure, si raduna tutta la famiglia attorno al tavolo, e si comincia a pucciare tutto quel che piace nel tipico fojot: io non sono una classicista e preferisco il cavolfiore crudo, le patate al microonde, le fette di polenta, i tupinambur, i finocchi, le barbabietole… Mmmh, che rabbia: l’aspettavo da un sacco di tempo!

In realtà, poi, la bagnacaoda è solo un antipasto, anche se il rito di per sé dura un’ora… Anzi, il menù di ieri è stato questo: aperitivo con stuzzichini, solo un paio di antipasti prima di fare sul serio (salami, barchette con gamberetti, tartine al salmone), bagnacaoda; per primo, il brodo con i cappelletti; di secondo, il bollito; poi formaggio, frutta, frutta secca e dolci: tiramisù e salame di cioccolato. Da alzarsi da tavola alle cinque e accaparrarsi il divano prima di tutti!!