Ristorante Paradiso 15 Dicembre, 2008
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RISTORANTE PARADISO, pizzeria – via Magenta 10, Collegno
Sul labile confine tra la periferia ovest e la prima cintura torinese, nei pressi del capolinea della metropolitana, si trova questo ristorante pizzeria a gestione familiare. L’atmosfera è un po’ sciatta, non si può dire che sia un ambiente curato; tuttavia, servono un’ottima pizza al tegamino e – soprattutto – la farinata più buona che io abbia mai assaggiato. E non me lo aspettavo, visto che la suddetta famiglia è cinese…
Venezia 3 Novembre, 2008
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Torno da un weekend a Venezia: inizialmente l’intenzione era quella di visitare la Biennale di Architettura; ma quando degli amici mi hanno detto che non è un granché questa volta, abbiamo deciso di visitare la città. E meno male, perché Venezia è sempre bella, ed io avevo proprio voglia di godere degli scorci magnifici che sa regalare.
Secondo me le calli e i campi più belli si trovano nell’area di campo Santo Stefano in sestriere San Marco e in tutto Dorsoduro; mentre i canali più suggestivi si vedono a nord di campo Santa Maria Formosa e in tutto il sestriere di Castello. Un altro posto che a parer mio è molto romantico – a patto di vederlo con il sole – è l’isola di San Pietro, sulla coda, ad est, soprattutto quell’angolino verde proprio in fronte alla cattedrale di San Pietro.
Un’esperienza fantastica di questo weekend è stata l’acqua alta, che io non avevo mai visto: è davvero divertente vedere piazza San Marco come una piscina assolata! E ancora più divertente è stato dover andare in ciabatte a prendere le chiavi all’hotel centrale, perché noi nella dependance ci siamo chiusi fuori…

Pernottamento: neanche a dirlo, la scelta per dormire a Venezia è pressoché infinita; noi, tra tanti, alla fine abbiamo scelto il B&B Palazzo Guardi, sul rio di San Trovaso a Dorsoduro. In realtà abbiamo dormito nella dependance che si trova appena dietro il Peggy Guggenheim Museum. La stanza è nuovissima e grande; la vista è sul muro davanti, ma è abbastanza frequente da quelle parti… La colazione abbondante ci ha permesso di mettere qualcosa da parte per il pranzo.
Cene: anzi, prima di tutto, aperitivi – che equivale a dire: tanti spritz! Da sorseggiare, sgranocchiando patatine, seduti in campo Santa Margherita, dove ci sono mille bar e la deliziosa bevanda costa ben 1,80€ (anche 1€ negli happy hour!). Dopodiché ci si può dirigere – un po’ leggeri – verso i vari ristorantini.
CASIN DEI NOBILI, San Barnaba, Dorsoduro. Già sperimentato due anni fa, si è mantenuto al livello delle nostre aspettative. Ambientato in una ex-casa di tolleranza (potete vedere il prezziario all’ingresso), è arredato da una quantità esorbitante di oggetti antichi e stravaganti. I piatti propongono anche curiosi accostamenti: noi, però, ci siamo tenuti sul classico ed abbiamo ordinato reginette con capesante e basilico e grigliata di pesce; per concludere, poi, un semifreddo ai pistacchi e ananas con gelato alla vaniglia.
OSTERIA 1518, Fondamenta delle Zattere, Dorsoduro. L’abbiamo trovato per caso ed è stato una piacevole scoperta! La frittura di pesce che Andrea ha preso è forse una delle più buone che abbiamo mai assaggiato: i pesci sono vari e freschissimi ed il fritto è leggerissimo. Anche gli spaghetti al nero di seppia sono molto buoni.
OSTERIA ALLA BIFORA, Santa Margherita, Dorsoduro. Ci siamo seduti ad un tavolino fuori per bere ancora uno spritz e mangiucchiare qualcosina prima di ripartire. Il menù offre una gran quantità di cicheti (le tapas venessiane, per intenderci), e noi non disdegnamo: sarde in saor e baccalà mantecato. Buonissimo…
Volver 12 Ottobre, 2008
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VOLVER, argentino – via Botero 7, Torino
Chi? Io e Andrea per festeggiare ancora un po’ il mio compleanno.
Prenotiamo per le 20.45, ma arriviamo con ben mezz’ora di ritardo: tempo passato a cercare parcheggio, sigh! Nonostante il ritardo, ci fanno accomodare immediatamente nella saletta più vicina all’ingresso; non sappiamo bene quante sale ci siano, ma questo sistema di ambienti piccoli (distribuiti su due piani, per di più) riesce a coniugare sapientemente l’atmosfera raccolta del piccolo ristorante e la disponibilità di coperti.
Il nostro tavolino è vicino alla vetrina che dà su via Botero e da qui riusciamo persino a vedere l’uomo (argentino, come tutti gli altri cuochi e i camerieri!) che sta alla griglia, proprio davanti alla porta d’ingresso. Purtroppo questa posizione ha anche degli svantaggi, perché fa molto molto caldo!
Ordiniamo due menù Patagonia (23 € circa a persona) e due birre Quilmes.
Per ingannare l’attesa ci portano degli stuzzichini: crostini all’origano sui quali spalmare burro alla cipolla, oppure funghi e zucchine sott’olio. Il servizio è piuttosto rapido e ci portano gli antipasti previsti dal menù: sformato di verdure e empanadas con carne.
Dopodiché arriva la tanto agognata bisteccona accompagnata da un vassoio di contorno misto; il bife de chorizo è una fettona da 350 g di sottofiletto di angus argentino alta due dita (si può scegliere anche quello da 500 g) ed è cotto magistralmente: crosticina all’esterno e dentro al sangue (per me) o mediamente cotto (per Andrea). Davvero delizioso!!
Il menù prevede ancora il dolce e noi non disdegnamo, sebbene siamo veramente sazi. Io scelgo un flan con dulce de leche, mentre Andrea opta per una crostata di fragole. Tutto buonissimo.
Yo creo que nosostros volveremos.
Ozeki 7 Ottobre, 2008
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Con questo post comincio a recensire i ristoranti nei quali mi capita di andare.
OZEKI, giapponese – corso San Martino, Torino.
Premessa: siamo in 4, di cui una vegetariana.
Il locale è ampio e ben arredato. Non c’è il nastro, non è un sushi bar, ma il bancone dove preparano il pesce è in vista. I cuochi sicuramente non sono giapponesi, ma sto ancora cercando quell’articolo della Stampa che elenca i ristoranti giapponesi di Torino che hanno cuochi autoctoni! Se qualcuno ne ha notizia mi informi, please.
Anziché ordinare ognuno il proprio piatto, noi onnivori, prendiamo tre piatti grandi: sashimi 20 fettine (salmone, tonno e pesce bianco), trempura mista e california rolls (8 pezzi); accompagnamo il tutto con zuppa di miso e una ciotolina di riso bianco.
Inoltre, ci viene offerto un antipasto a base di tonno cotto, estremamente morbido e gustoso, servito con carote, insalata e zenzero. A fine pasto, altro piatto omaggio: gamberoni avvolti nella pasta fillo e fritti; croccanti e ustionanti!
Beviamo acqua e birra Kirin Ichiban.
Ho trovato che il pesce fosse molto buono, soprattutto il salmone; a differenza di altri posti in cui sono stata, le fettine sono belle spesse, quindi direi che il sashimi si gusta di più!
Dimenticavo un aspetto molto importante: ce la siamo cavata con 20 € a testa…





