Un mattino di neve in città 28 febbraio, 2013
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L’ho capito ancora prima di aprire gli occhi. Ancora nascoste sotto le lenzuola, le mie orecchie percepivano che i suoni in strada erano diversi. Mi sono goduta quella sensazione per alcuni istanti, prima di realizzare che anche la luce nella stanza era diversa e che i lucernari erano completamente coperti. Ne ho aperto uno, piano, ed ecco la neve che scendeva a grandi fiocchi leggeri, imbiancando tutti i tetti che riuscivo a scorgere. Ho infilato un paio di jeans, calze calde e gli anfibi, poi il cappotto e i guanti e sono uscita. L’ombrello no, l’ombrello non si usa quando nevica. L’atmosfera era un po’ intorpidita e assonnata e tutto sembrava sospeso, come se fosse appena uscito da una nuvola. Per le vie, lungo il Po e al parco, poche persone, e io, come sempre sorpresa del rumore croccante della neve fresca sotto alle scarpe.
Tutte le foto qui.
Quando il cielo ristagna e la nebbia punge 5 febbraio, 2013
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Il cielo è grigio e stagnante, e non darà pioggia. La nebbia punge, si infila tra il collo e la sciarpa e lega le caviglie. Ci sono giorni in cui Torino ce la mette tutta per deprimermi, allora la sfido, o meglio, mi sfido, ed esco con la macchina fotografica.
one shot A day – week #19 15 maggio, 2012
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6 maggio | Shower cap competition

7 maggio | A Torino si festeggia

8 maggio | Yoga

9 maggio | Periferia ore 23, in coda per il gelato

10 maggio | Comincia il Salone del Libro #SalTo12/1

11 maggio | Torino, ville lumière. Occasioni mondane #SalTo12/2

12 maggio | Relax al Circolo dei Lettori #SalTo12/3
È cucina 1 marzo, 2012
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È CUCINA, cucina italiana – via Bertola 27, Torino.
Pare che in questo locale non ci sia mai posto e che per essere sicuri si debba prenotare settimane prima. Sicuramente a cena, È cucina ha un successo clamoroso; a pranzo funziona in modo diverso, ma fonti affidabili mi dicono che è altrettanto soddisfacente.
Non c’è la carta dei piatti, ma solo menu degustazione: pesce, carne, vegetariano, con piatti a sorpresa. A sorpresa nel senso che non te li annunciano prima, ma in generale tutti i menu degustazione sono così, anyway; ovviamente i camerieri si informano se ci sono allergie, idiosincrasie o che altro. La filosofia di questo ristorante – che scopro dopo essere del famoso Cesare Marretti de La prova del cuoco – è quella di preparare piatti di cucina raffinata con pochi ingredienti sempre freschi e tenere così i prezzi molto bassi. Per dire, la spesa è stata di circa 35€ a testa con quattro portate, dolce, bottiglia di vino, acqua, caffè.
Noi abbiamo scelto menu di pesce accompagnandolo con Gewürztraminer. Portata numero uno: carpaccio di spada con melanzana al forno e arancia, morbidissimo, equilibrato, speziato, succoso. Portata numero due: orata al cartoccio con mousse di cime di rapa – più tradizionale ma ottima, con olive taggiasche, pomodorini, capperi; a questo punto eravamo già abbastanza sazi, ma la curiosità era troppa. E quindi, portata numero tre: capesante alla piastra su crema di broccoli – goduriosissime, cinque o sei capesante belle ciccione. Infine il dolce: tortino al cioccolato con cuore fondente profumato al rosmarino e sorbetto alla nocciola. Insomma, rimpinzati a felici.
Grazie a chi ci ha portati – anche perché ci ha pure offerto la cena. Ehehe.
Una foto del locale è in one shot A day – week #8
l’Ostu 8 febbraio, 2012
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L’OSTU, enoteca – via Cristoforo Colombo 63, Torino
Enoteca con cucina, osteria con videopoker, l’Ostu sta lì, in bilico. Da un lato strizza l’occhio alla clientela radical chic che si rifugia fra le pareti di bottiglie, dall’altro cerca di trattenere gli aficionados che ancora fumano appoggiati sul bancone e accompagnano la partita di calcio con un bicchiere di rosso e un paio di spiedini.
A metà fra piola e vineria fra le vie della Crocetta, offre un menu non troppo convincente che rende difficile la scelta: antipasti piemontesi classici, primi un po’ tradizionali e un po’ lucani, secondi che paiono tutti uguali. Alla fine decido per lingua al verde e tajarin castelmagno e salsiccia: buona la lingua – agliosa ma senza eccedere – la pasta meno, un po’ impapocchiata dalla cottura non al dente e dal formaggio che era castelmagno in minimissima parte. Migliore la panna cotta al bicerin che prendo per concludere. Il conto è meno di 25 euro a testa, vino compreso.
Insomma, voto 6: niente di speciale, ma tutto sommato un posto tranquillo dove chiacchierare con gli amici e mangiare qualcosa senza troppe pretese.
one shot A day – week #3 23 gennaio, 2012
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15 gennaio | Voglia di scavalcare la siepe, a volte.

16 gennaio | Sembrava inverno vero, invece era una finta.

17 gennaio | Quinte, scenari e palcoscenici.

18 gennaio | Sempre gli stessi luoghi, ma ogni tanto cambiano.

19 gennaio | Sempre gli stessi luoghi, ma ogni tanto sorprendono.
non c’è Santo Stefano senza cinema 30 dicembre, 2011
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L’appuntamento al cinema per Santo Stefano è d’obbligo. Satolli, dopo una maratona enogastronomica di diversi giorni, si rotola al cinema nel tentativo di sostituire qualche pasto. Cosa che poi non accade, perché non si nega a nessuno un aperitivino per scaldarsi le ossa dopo la passeggiata pomeridiana.
Santo Stefano è piazza Castello. Le luci d’artista, il colossale presepe di Luzzati, il caffè Roberto e le sue boiserie – non possiamo permetterci un Baratti e Milano, purtroppo – la galleria Subalpina, le librerie antiquarie, il cinema Romano.
Andiamo a vedere Midnight in Paris.
Io l’ho già visto, più di un mese fa a Oxford. Lingua originale, senza sottotitoli. Avete presente un film di Woody Allen senza sottotitoli? Appunto. Ma è stata un’esperienza magnifica: un vecchio cinema, colonne in legno e frontone da tempio greco, botteghino all’esterno, sala piccola, velluti rossi, seggioline in legno, bar interno: proprio dentro alla sala! ti prendi la birra, il vino, il tè e lo porti al tuo posto. Fantastico.
Midnight in Paris
Woody Allen, 2011
Accetto senza remore di vederlo una seconda volta, per capire meglio quei due o tre(mila) passaggi che mi sono sfuggiti.
Paradossalmente natalizio questo film, nonostante sia ambientato in estate: la Ville Lumière incantata, le feste, i bistrot fumosi, le musiche di Cole Porter, hanno un non so che di natalizio. Un sogno.
Gil, moderno Cenerentolo su moderna carrozza, sale su una Peugeot d’epoca e finisce negli anni Venti, fra i suoi mentori letterari: Hemingway, i Fitzgerald e i loro amici, dei qualunque Picasso, Dalì, Man Ray, Buñuel, e così via. Ogni sera a mezzanotte fugge dal suo deludente oggi e si rifugia in questo passato d’oro, conosciuto e quasi cristallizzato nella sua perfezione. E come in un circolo incontra Adriana – bella bella bellissima Marion Cotillard – insoddisfatta del proprio presente, che a sua volta sogna di vivere durante la Belle Époque.
C’è sempre un’epoca speciale a cui si anela, e che a nessuno piaccia la quotidianità è cosa nota. Purtroppo, anzi, per fortuna non si sfugge al proprio essere e, come Allen ci suggerisce, non si deve guardare al passato con nostalgia, ma cercare in esso nuovi stimoli per vivere più forte.
Che il vostro 2012 sia così, creativo e coraggioso.
Paratissima on my mind 4 novembre, 2011
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Paratissima 2011. Qui l’edizione 2010.
al Circolo dei Lettori / 2 31 ottobre, 2011
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Quasi quasi mi fermo anche per l’aperitivo…
Tea & work 31 ottobre, 2011
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Pomeriggio di tè e lavoro per compagine!
Adoro il Circolo dei Lettori. E, tra l’altro, il tè basic è buonissimo.





































