In equilibrio fra luce e tenebre

È al calare del sole che la magia di Torino si rivela in tutto il suo fascino, quando i lampioni si accendono e le strade lastricate brillano, quando i portici diventano spettrali, quando si fanno più potenti gli sguardi delle statue che sorvegliano sui segreti di questa città. Attraversata dalle energie contrapposte dei due fiumi, del Po e della Dora, del Sole e della Luna, nulla è stato lasciato al caso: nei secoli, architetti e artisti che ben conoscevano la materia esoterica hanno costruito una città popolata di simboli occulti; e i misteri più oscuri si intrecciano con le sorti della Sindone e del Sacro Graal. Nell’eterna lotta fra il Bene e il Male, Torino è ritenuta la congiunzione dei due triangoli magici: quello bianco e benefico, con Lione e Praga, quello nero e satanico con Londra e San Francisco. Nel cuore della città, i Dioscuri a cavallo vigilano su questo equilibrio tra luce e tenebre, tra vita e morte, tra le forze opposte che garantiscono l’esistenza del mondo stesso.

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Pavlov mon amour

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Ancora immaginate Torino come una città grigia?
Sì, a volte e così, ma altre volte persino novembre riesce a regalare giornate come queste. Il cielo limpido e il sole appena tiepido ti impediscono di restare in casa, ed è ancora bello girare in bicicletta, senza che si inneschi un principio di congelamento. Pavlov mon amour.
Sono giornate in cui le montagne si fanno quinta teatrale per la città. La vista delle montagne innevate in fondo a una via qualunque mi farà impazzire per sempre. La luce netta mette in risalto ogni dettaglio: gli spigoli degli edifici, le loro decorazioni, una ragnatela sul ponte, ogni singola foglia di un ginko esploso come un’immenso fuoco d’artificio ai giardini Cavour.

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Un mattino di neve in città

L’ho capito ancora prima di aprire gli occhi. Ancora nascoste sotto le lenzuola, le mie orecchie percepivano che i suoni in strada erano diversi. Mi sono goduta quella sensazione per alcuni istanti, prima di realizzare che anche la luce nella stanza era diversa e che i lucernari erano completamente coperti. Ne ho aperto uno, piano, ed ecco la neve che scendeva a grandi fiocchi leggeri, imbiancando tutti i tetti che riuscivo a scorgere. Ho infilato un paio di jeans, calze calde e gli anfibi, poi il cappotto e i guanti e sono uscita. L’ombrello no, l’ombrello non si usa quando nevica. L’atmosfera era un po’ intorpidita e assonnata e tutto sembrava sospeso, come se fosse appena uscito da una nuvola. Per le vie, lungo il Po e al parco, poche persone, e io, come sempre sorpresa del rumore croccante della neve fresca sotto alle scarpe.

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Tutte le foto qui.

 

one shot A day – week #19


6 maggio | Shower cap competition


7 maggio | A Torino si festeggia


8 maggio | Yoga


9 maggio | Periferia ore 23, in coda per il gelato


10 maggio | Comincia il Salone del Libro #SalTo12/1


11 maggio | Torino, ville lumière. Occasioni mondane #SalTo12/2


12 maggio | Relax al Circolo dei Lettori #SalTo12/3