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Krk e Rab

In Croazia per il terzo anno consecutivo… Per dire le cose come stanno, è stata una scelta quasi naturale perché Andrea aveva appena cominciato a lavorare e ha avuto due settimane di ferie con preavviso zero! Quindi, dopo aver tentato di trovare voli/pacchetti/last minute per Grecia o Canarie, abbiamo deciso di tornare in Croazia dove si arriva in auto, c’è un bel mare, e costa poco!

La scelta è ricaduta su due delle isole più a nord, Krk e Rab, e tornando indietro abbiamo deciso di fermarci anche alle Isole Brijuni. Poi il Friuli, ma quella è un’altra storia…

KRK

Pernottamento – Per la prima volta siamo delusi dai consigli della Lonely Planet, che descrive la cittadina di Baška, a sud dell’isola, come una pittoresca e frequentata località dal mare molto bello; che sia frequentata non c’è dubbio: infatti, girovaghiamo un’oretta alla vana ricerca di una stanza. Decidiamo allora di dirigerci verso Krk città, dove troviamo alloggio abbastanza rapidamente: una stanza nuova e pulita in punta alla collina.

Cosa vedere e fare – Oziare in spiaggia ed osservare i venditori ambulanti che non vendono cocco, collane, asciugamani, ma pannocchie abbrustolite, krapfen, olio solare e libri…
I centri storici delle cittadine sono classicamente croati, ricchi di scorci pittoreschi, con le stradine lastricate da pietre bianche e scivolose con gli anziani seduti davanti alle proprie semplici case, circondati da gatti pigri e bambini che giocano.
Da fare, ci sono un sacco di gite in barca che vengono proposte sul lungo mare, la sera. I tragitti sono molteplici, ma quello che abbiamo scelto noi prevedeva la navigazione nei pressi dell’isolotto di Galun, dove si incontrano i delfini, la visita all’isola di Goli e a quella di Sveti Grgur dove si può passeggiare per le rovine di due carceri, il bagno nella “spiaggia dorata” nei pressi di Baška (una stretta fascia di ciottoli abbracciata da un’alta parete di roccia chiara, raggiungibile solamente via mare).

Spiagge – Qui sono tutte dotate di Plava Zastava, che afferma la pulizia delle acque. Impossibile trovare spiagge di sabbia, in genere ci sono i ciottoli. I posti migliori dove andare sono sicuramente tra Krk e Baška,  ossia nel tratto sud-ovest, poiché dal lato orientale Krk, ma anche le altre isole del Quarnaro, sono caratterizzate da scogliere molto alte e battute dal vento.

Dove mangiare – Un po’ ci siamo affidati alle guide, un po’ abbiamo chiesto in giro, un po’ abbiamo scelto autonomamente. Questo è il risultato:
KONOBA ?, Krk – Vicino all’Ostello della Gioventù, ma non ne ricordiamo il nome… Mangiamo con gusto due filetti alla Zagabrese: impanati e ripieni di prosciutto e formaggio.
NADA, Vrbnik – In cima al promontorio roccioso sul quale Vrbnik è arroccata, si ha una vista impareggiabile sulla costa del Quarnaro. Ci accomodiamo sul terrazzino e assaggiamo l’agnello arrosto, tipico della zona, sorseggiando Zlatinha, il vino più caratteristico.
KONOBA NONO, Krk – Ordiniamo il piatto più tipico, šurlice con gulash: pasta fatta a mano in guazzetto di manzo. Infine il cameriere ci offre la “grapissima”, solita benzinaccia locale ma dal gusto gradevole.

RAB

Pernottamento – Questa volta è stato un attimo: dopo un momento per capire dove sia il centro e dove sia meglio cercare alloggio, una signora che vende fichi sul lungomare ci offre una stanza a 34€ a notte con colazione home-made, a due passi dal mare. Chissà che catapecchia! Invece veniamo smentiti: la casa è sì un po’ vecchia, ma la stanza è grande con bagno, frigo e balcone; e anche il posteggio in garage fa la sua parte.

Cosa fare e vedere – La cittadina di Rab è deliziosa: la solita pietra chiara è usata per tutto, abitazioni, edifici pubblici e luoghi di culto, mura perimetrali e pavimentazione. Ci sono tre strade parallele al profilo della penisola, che si intersecano con ripide scalette. Sulla cresta della penisola si susseguono quattro chiese con altrettante torri campanarie (su due di esse si può salire).
Sbirciando nei negozi, notiamo che sono mediamente più raffinati di quelli di tutte le altre cittadine croate che abbiamo visitato.

Spiagge – Le spiagge cittadine non sono un granché: ghiaia oppure piattaforme di calcestruzzo. Invece, un posto fantastico dove andare è Suha Punta: lasciata la macchina si attraversa un boschetto per poi trovarsi di fronte ad un mare turchese e limpidissimo, un’ampia ed accogliente piscina delimitata dagli scogli, e subito la pineta alle spalle. Ci si può sdraiare tra gli scogli e per scendere in acqua si può scendere dalle scalette o ci si butta da trampolini e scivoli (tutte le attrezzature sono mimetizzate molto bene e non hanno grande impatto sulla percezione dell’ambiente). Volendo ci sono anche sdraio di plastica da prendere liberamente. Qui l’acqua è un po’ freddina, ma ci si abitua in fretta ed è un piacere impagabile sguazzarci dentro!

Dove mangiare – Non ci siamo avventurati molto negli altri paesini dell’isola: tutti i posti dove abbiamo cenato si trovano a Rab.
SANTA MARIA, Rab – Locale molto caratteristico che offre buonissimi piatti di carne. Qualche piccola incomprensione con la cameriera ci induce ad ordinare solo due rumpsteak, che sono ottime e ben cotte. Ci lasciamo anche tentare dai dolci: palačinka e gelato alla vaniglia con lamponi “bollenti”.
RIVA RESTAURANT, Rab – Ristorantino sul porto dai caratteristici interni in pietra; mangiamo insalata di polpo, sardine alla griglia e carne con i funghi. Tutto ottimo.
RISTORANTE ADRIA, Rab – In città è pubblicizzatissimo da slogan che riescono ad essere sgrammaticati in ogni lingua, e nonostante il sospetto che non sia un granché, decidiamo di cenare lì perché è vicino a casa ed io ho passato il pomeriggio con la febbre. Più volte ci siamo interrogati sul perché di questa pubblicità a tappeto, e siamo giunti ad una risposta: il ristorante in effetti è buono, grande e, se vogliamo, anche elegante secondo i canoni del posto; peccato che sia desolatamente vuoto perché situato lontano dal centro e dai circuiti turistici, in una via in mezzo alle case, senza sbocco e poco illuminata. Io ordino la mia cena da malatina: riso in bianco e fagiolini per un totale di 20 Kn, mentre Andrea sceglie una sogliola da mezzo chilo e una zuppa di pomodoro per antipasto.
MALI GAJ, Rab – Segnalato dalla guida, si rivela all’altezza delle aspettative. Per Andrea, “grotta arbesana”, sottofiletto alla griglia ripiegato a portafoglio e farcito con formaggio e prosciutto affumicato; per me, l’altra specialità, il girello di maiale.

Commenti»

1. MaurizioG - 5 gennaio, 2009

Krk è un’ottima scelta (anche rab è carina ma distante, almeno per me), io ci ho fatto un salto per la fine dell’anno e sul ponte tirava una bora. Pensavo che lo avrebbero chiuso invece sono riuscito a tornare…
Spero che non ti dimenticherai troppo presto dell’isola di Krk.
Un saluto


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