Le dodici domande 1 Ottobre, 2009
Posted by emmaci in libri.add a comment
Dopo aver sostato a lungo nella mia wishlist, il romanzo di Vikas Swarup è finalmente approdato sul mio comodino.
Per intenderci, Le dodici domande è il libro da cui è stato tratto The Millionaire; altro caso in cui mi avvicino ad un romanzo perché il film mi è piaciuto molto (il contrario tendo a non farlo, a meno che non ci siano delle garanzie).
E poi mi sono trovata spiazzata: la trasposizione cinematografica è tutt’altra cosa rispetto al libro! In pratica, ecco cos’è successo: il nostro amico regista Danny Boyle ha preso in prestito la cornice – quella dell’incredibile performance al quiz televisivo e del parallelismo tra le domande e la vita movimentata di un ragazzo delle baraccopoli – e ha inventato un contenuto tutto suo, stravolgendo l’originale che di fiabesco ha ben poco.
La storia di Vikas Swarup è molto più complessa: Ram Mohammed Thomas – questo è il nome del suo protagonista – è un orfano cresciuto da un pastore protestante inglese; da quando lascia la chiesa, si trova sempre costretto a fuggire da una situazione scomoda ad un’altra. Da solo, però. Salim esiste, ma non è il fratello e ha un ruolo molto meno importante. Latika, invece, non esiste proprio. Pertanto, la ragione che spinge Ram a partecipare al quiz non è ritrovare l’amata. E tutti diversi dal film sono anche i guai in cui Ram si trova invischiato dall’inizio alla fine. Che dire poi della presenza di un avvocato? E che importanza mai avrà il personaggio del conduttore televisivo? Beh, è tutta un’altra storia; non cercate le risposte in The Millionaire.
Con questo non voglio dire che il film sia brutto dopo averne fatto una recensione entusiastica a gennaio. The Millionaire ha una fotografia che Vikas Swarup non è in grado di trasmettere con la sua scrittura – anche perché manca un glossario di termini hindi, il cui significato viene dato per scontato, e così molte immagini si perdono. Certo è che Danny Boyle ha messo in piedi una sceneggiatura alla Hollywood, mentre Swarup mantiene i dodici racconti su un piano vagamente più verosimile. Ma alla fine il film integra il libro e viceversa; e in questo viaggio vorticoso viene fuori con forza quell’India dove la povertà è una realtà quotidiana.
Cleopatra 29 Settembre, 2009
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La nuova simpatica compagna di scrivania!
non perdiamo il filo del discorso 23 Settembre, 2009
Posted by emmaci in cose che capitano.add a comment
Il Filo del Discorso è il blog appena nato di Andrea.
Anche se è ancora under construction gli faccio volentieri da vetrina, non solo perché è il mio fidanzato aspirante scrittore, ma soprattutto perché mi piace tanto il suo modo di scrivere: semplice e lineare, e allo stesso tempo divertente ed evocativo. Spero che il suo blog non si riveli un fuoco di paglia, ma che cresca pian piano e continui ad allietarmi le giornate con le sue metafore spiritose e le immagini originali…
What’s the weather like? 19 Settembre, 2009
Posted by emmaci in a Emma piace....1 comment so far
A Emma piace il temporale col sole;
la luce arrabbiata contro il cielo nero.
L’arcobaleno.
Meno italiano??? 14 Settembre, 2009
Posted by emmaci in pensieri sparsi.add a comment
Non che mi sia occupata molto della riforma scolastica, specialmente per quel che riguarda la scuola media, ma oggi navigando rapidamente su Repubblica.it mi è balzato all’occhio un articolo che titolava «ridotte le ore di italiano». Ne sono rimasta veramente sconcertata.
MA STIAMO SCHERZANDO?
Evidentemente la signora ministra non scherza.
Non siamo già abbastanza ignoranti in grammatica? Io penso ai dubbi – pochi, per fortuna – che vengono a me quando scrivo; ci sono quelle incertezze che persistono negli anni. Penso al mio relatore che ha lodato il mio modo di scrivere perché, mi diceva, «certe volte i tesisti mi portano da leggere pezzi pieni di errori». Io mi sento molto fortunata: ho avuto buoni insegnanti lungo tutto il ciclo scolastico e – a posteriori – ringrazio mia madre per avermi costretta a dettati e quaderni pieni di ce l’ho, glielo dico e gliel’ho detto, c’è, ce n’è e ce ne sono, qual è, acquistare, cuochi, camicia e camicie, freccia e frecce, scienza e coscienza; e forme verbali, modi tempi persone, regolari e non; insomma tutto quello che bisognava sapere.
Negli anni in cui ho dato ripetizioni, ho visto tanti ragazzini delle medie che a malapena sapevano leggere, figuriamoci ricordarsi i congiuntivi! Magari se ne ricordavano pure l’esistenza, ma da lì a usarli correttamente il passo era troppo difficile. Non voglio però addentrarmi nel triste mondo del congiuntivo dimenticato, sarebbe un argomento decisamente vasto. Rimaniamo a riflettere su laureati e universitari in generale che sanno scrivere e parlare così così; nella media, purtroppo. E questo succede a Torino; ma nei luoghi dove la lingua madre è il dialetto? Davvero non è importante che tutti imparino per bene la lingua italiana?
Io sono preoccupata. Confortatemi, please…
malefica 8 Settembre, 2009
Posted by emmaci in a Emma piace....2 comments
a Emma piace quando “mettere a posto” significa disperdere il proprio disordine nei cassetti altrui senza che nessuno se ne accorga!
SUMMER twothousandANDnine 4 Settembre, 2009
Posted by emmaci in around the world, fotografia, pensieri sparsi.add a comment
Riapre il Cinema Bianchini, dopo la pausa estiva che mi vede più rilassata, più acculturata, più magra, più bionda e più abbronzata. Niente da fare: le vacanze fanno solo bene.
Un aperitivo di mare in Liguria e poi via verso le Cicladi, senza idee chiare, senza mete precise, figuriamoci le prenotazioni! Così sul posto abbiamo costruito il nostro itinerario: Santorini, Paros, Antiparos, Delos, Mykonos e per finire Atene; forse non troppo originale, ma ne è valsa la pena. Panorami mozzafiato e grandiosi siti archeologici, bagni in acqua cristallina e spiagge di tutti i colori, moussaka e ice coffee a profusione.

Una volta tornati in Italia, abbiamo ripreso l’auto all’aeroporto e siamo partiti per una settimana tra Istria e Friuli – tappa obbligata delle ultime cinque estati – all’insegna della ricerca gastronomica: pesce, frutti di mare e pivo točeno a Poreč; frico, polenta e spritz a Udine. Direi che non ci siamo fatti mancare proprio niente.
E adesso sono qui, inganno il tempo giocando alla perfetta massaia, mentre un primo lavoro si profila all’orizzonte… Ora che l’università è finita, è tempo di cambiamenti.








