Everyday life, week 31

In questo periodo la città è straordinariamente silenziosa: poco movimento, poche auto, poche persone in centro, persino poche persone al parco. I turisti si aggirano per le vie assolate, ma molti negozi sono già chiusi per ferie. Viene spontaneo parlare a bassa voce e camminare in punta di piedi.

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Everyday life, week 30

Quella di imbiancare i soffitti della nonna, nel sabato più caldo di luglio, non è stata un’idea rinfrescante, ma sono rimasta meravigliata dall’effetto dei teli di plastica che ricoprivano le pareti e foderavano ogni cosa: i quadri, gli specchi e le finestre. È stata ottima, invece, l’idea di comprare il vestito per quel matrimonio un’ora prima della cerimonia, con grande soddisfazione della commessa che si è presa cura di me. Il ricevimento mi ha portata nelle Langhe più recondite; lì mi sono fermata a dormire al suono dei campanelli delle capre, pensando che fossero degli acchiappasogni appesi al balcone. Al mattino ho improvvisato la colazione migliore che potessi mettere insieme, ma anche la peggiore colazione che ricordi, con cereali e caffè solubile direttamente nel barattolo dello zucchero (fortunatamente, c’erano le Avventure di Alice a renderla sopportabile).

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Everyday life, week 29

La fortuna di trovarsi nel momento giusto al posto giusto: l’effetto Stonehenge in piazza Vittorio o quel raggio di sole che gioca con le sedie. Le piazze assolate e vuote nelle prime ore del pomeriggio. L’illusione di sentirsi al mare, con il fritto misto e la birra, appollaiati sulla vetrina di una rosticceria ligure (ma a Torino). L’aria in movimento, a duemila metri, dove tutto è verde e fresco (e dove l’entropia ha giocato i suoi magici scherzi).

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Everyday life, week 28

Il caldo si fa impossibile, ma fortunatamente si riesce a scappare dalla città.
Dopo tante curve e gallerie, la vista delle ciminiere a strisce bianche e rosse è paradossalmente un meraviglioso miraggio: il mare è proprio lì dietro. Allo stabilimento chiassoso sulla sabbia, preferisco di gran lunga gli scogli, anche se bisogna essere mattinieri per conquistare gli angoli più tranquilli. Nonostante tutto, riesco a ritagliarmi un posto che mi piace sulla scogliera, dal quale vedo tutta la Liguria in sintesi: il mare, la ferrovia e i borghi arroccati sulle colline.
A casa, la nonna insiste per cucire il risvolto dei bermuda: che stia fermo e non si spiegazzi più.
Nel frattempo a Torino, l’afa non ha mollato un attimo e, forse, un barbecue di panini con la porchetta non è il modo migliore per combatterla.

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Everyday life, week 27

Una settimana di fuoco, la sensazione di respirare liquido; la canicola bianchissima ha portato in città persino le cicale. Quel breve momento in arancio e viola in cui il cortile è in silenzio: le rondini si sono appena ritirate, i pipistrelli non sono ancora usciti. Le melanzane dipinte con un pennello scarico. La granadilla con i semi gelatinosi, la fibra delle arance e la buccia di un vecchio giocattolo di plastica, proprio come quella volta in Perù. La porta nascosta del custode della galleria Umberto I, a Porta Palazzo. C’è chi dorme in città, e chi può fuggire dall’afa e raggiungere il fresco in posti che quasi quasi la Monument Valley.

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Everyday life, week 26

I fuochi di San Giovanni, che esplodevano con fragore di luci colorate e poi si spegnevano, lasciando l’eco di un palpito. Il riottoso cervo volante che andava incontro al suo destino fra gli artigli di gatto Gennaro. Un cestino di mirtilli che mi ha colorato la lingua di blu. L’estate sui muri, incastonati fra gli alberi e il fiume. Lo splendore composto della reggia sabauda; un albero che cresce, avvolge e stringe; la superficie della lenticchia d’acqua.

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