Everyday life, week 45

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Durante la mia assenza, sotto alla quercia bonsai è nato un fungo bonsai.

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Rosso umido.

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Sorrisi di incoraggiamento.

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Prospettive dorate.

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“O il pozzo era profondo, o il capitombolo era assai lento” / lo shock del 9 novembre.

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That’s how the light gets in.

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Pavlov mon amour / il cielo che ti fa saltar giù dal letto presto al sabato mattina.

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Con un occhio aperto e uno chiuso.

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Autunno, sei la mia stagione preferita, non andare via.

Everyday life, week 44

Manchester in autunno, quando la palette colori è tutto. Le foglie secche e le zucche sugli alberi, in centro. I mattoni, i caffè e i murales del Northern Quarter. I mattoni e i libri della Chetham’s Library, la prima biblioteca pubblica del Regno Unito. I mattoni, i canali e le foglie secche di Castlefield. I mattoni e i formaggi della Market Hall di Altrincham (nonché la miglior meat pie della storia). E poi road trip nel Lake District, tra le montagne della Cumbria (sì, pare che tecnicamente siano assimilabili alle montagne), il cerchio di pietre di Castlerigg (piccola Stonehenge del nord) e il belvedere di Surprise View a picco sul Derwent water, dove la surprise più grande è stata la nebbia, che nascondeva tutto e ci faceva vedere solo foglie secche.

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il Deccan #8 / Hampi

La strada che da Gokarna porta verso Hampi è lunga solo 300 km, ma questo viaggio che attraversa il Karnataka dura tutto il giorno. Passa prima per una zona di alberi fioriti come nuvole e di coltivazioni ordinate. I villaggi sono a maggioranza musulmana, così oltre alle solite mucche in libertà compaiono piccoli maiali neri che sgrufolano tra l’immondizia nei rigagnoli a lato della strada. Ai ghat le donne fanno il bucato, gli uomini che lavorano nei campi fanno il bagno. Attraversata Hubli, la seconda città più popolosa del Karnataka dopo Bangalore, si incontrano campi sterminati tagliati da una ferrovia sottile. Mi metto a osservare i treni lunghissimi: venti vagoni, trenta vagoni. Le tende nei prati annunciano la città di Hospet, alle porte di Hampi, una città che sembra bombardata. La povertà di queste zone è impressionante.

Hampi è un sito tutelato dall’Unesco: sono le rovine spettacolari della città di Vijayanagara, sorta nel XIV secolo e poi distrutta dagli imperatori musulmani della confederazione del Deccan. Ma non è solo un sito archeologico: è anche un villaggio poverissimo e un centro religioso attivo; nella vasta area di Hampi vivono tante persone che si riparano nelle rovine.
Tra le rocce del bizzarro paesaggio si nasconde una miriade di templi e tempietti, sculture monolitiche raffinatissime, torri, padiglioni, stalle per gli elefanti e palazzi ancora sontuosi, altri di cui non rimane che lo scheletro. Le mura si sono conservate a tratti. Nel cuore della città sorge il Virupaksha Temple, tanto interessante e ricco quanto malmesso. Le simpatiche scimmie che lo abitano, in realtà non sono simpatiche per niente.

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