Vedere Disneyland da “grandi”


disneylandVedere Disneyland a 24 anni è quasi magico come vederlo a 9.
Quindici sono gli anni passati dalla nostra prima visita a Eurodisney, quando nel 1993 aveva appena aperto, e la nostra ultima visita: il weekend appena trascorso. E quando Elisa, mia sorella, alle soglie dell’esame di maturità ha chiesto come regalo proprio qualche giorno a Disneyland, i nostri genitori hanno risposto con entusiasmo, e anche io, naturalmente!

Così, abbiamo passato quattro giorni tutti insieme a fare i tonti e a divertirci come bambini. E questo perché Disneyland è un posto magico. Al di là delle attrazioni, dei roller coaster, delle parate e dei personaggi Disney che girano per il parco, ciò che lo rende un posto fantastico è l’insieme delle scenografie, di pietra e mattoni, ma anche di siepi e alberi; tutto è preciso, curato e pulito: non una cartaccia a terra, non un rametto fuori posto.
Le ambientazioni sono magnifiche; c’è la Main Street delle cittadine americane di inizio XX secolo (ispirata a quella della città natale di Walt Disney, nel Missouri) con le case a due piani tutte colorate, le grandi vetrine, il benzinaio, il tram a cavalli, le insegne e le scritte sulle finestre: dentista, investigatore, agente immobiliare… Dal giardino in fondo alla Main Street si attraversa il castello della Bella Addormentata e si entra in Fantasyland, il luogo più magico, dove prendono forma tutte le fiabe Disney più famose: il labirinto di Alice e la sala da the del Cappellaio Matto, il carosello di Mary Poppins, la Spada nella Roccia, la giostra di Dumbo e il treno del circo, il paesello della Bella e la Bestia, la carrozza di Cenerentola, il Fagiolo Magico, e poi Pinocchio, Biancaneve e Peter Pan, in un susseguirsi di colori e scenografie rese nel minimo dettaglio. Da Fantasyland si raggiunge Adventureland dove, tra caraibi, giungla e savana, troviamo la casa di Robinson Crusoe costruita sui rami di un ficus gigantesco, tutto finto, dal tronco alle radici alle foglie, ma ricostruito con tale precisione da non distinguersi dagli altri alberi veri. E poi c’è il settore di Frontierland nel quale trova spazio una cittadina di minatori del Far West, ai tempi della corsa all’oro: miniere, fortini, battelli a vapore, saloon e case stregate. Infine, Discoveryland, dove fa da padrona la visione del futuro che ritroviamo nei romanzi di Jules Verne.
Un’altra cosa veramente incredibile è il fatto che una volta dentro il parco non c’è luogo da dove si possa vedere il mondo esterno; anche dall’albero di Robinson o dal castello della Regina di Cuori non è possibile scorgere case e strade al di fuori di lì, rafforzando la sensazione di trovarsi in un luogo incantato dove abbandonare per un pochino pensieri e preoccupazioni.

3 pensieri su “Vedere Disneyland da “grandi”

  1. La foto è fantastica!!! 🙂
    A me disneyland non mi ha entusiasmata: anche x me la prima volta è stata all’apertura, nel ’92, e sarà che era anche la mia prima volta a Parigi, mi sono innamorata di Parigi e del parco ricordo le code. Poi ci sono tornata un paio d’anni fa, con i miei a visitarmi a Paris e la scusa di portarci il fratellino: la scintilla non è di nuovo scoccata, ma ricordo molto bene che sulle montagne russe “quelle col cannone” ho temuto seriamente di essere diventata orfana e con un minore a carico quando i miei hanno smesso di urlare… 😀

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