Ancora cinema


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Metti due sere al cinema, la scorsa settimana, e vai a vedere Pride and Glory e Si può fare.

Pride and Glory, drammatico, notturno e monocromatico, racconta di poliziotti corrotti a New York e dei dissidi all’interno della famiglia di cui i protagonisti fanno parte. A mio avviso, la trama è contemporaneamente più spietata e più banale di altri film  e serial sul tema – come the Shields – ma stringe l’obiettivo più sui risvolti psicologici che sull’azione, ed il risultato è molto buono. Ottimo il cast, John Voight e Noah Emmerich sono i migliori; mentre mi ha un po’ delusa Colin Farrell, che tanto mi era piaciuto sotto la regia di Woody Allen in Sogni e Delitti.

Si può fare, invece, è una commedia italiana che si colloca nel periodo in cui i manicomi cominciavano a chiudere i battenti e aprivano le prime cooperative di lavoro per i malati. Il regista riesce a non farsi tentare dalla drammaticità del tema, dando luogo ad una tragicommedia fondata sulla bravura degli attori – davvero poco noti – che interpretano i matti. Una nota di lode anche per Bisio, perfetto nel suo ruolo, che riesce ad infondere all’insieme comicità e riflessione.

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