oasis live


oasis_2-febbraio

I concerti sono come il Natale, il compleanno, la domenica: li aspetti con trepidazione e sembra che non arrivino mai, poi, quando finalmente viene il momento, passano con una rapidità indicibile e ti lasciano a bocca aperta ancora un po’ incredulo.

Eccoci in autostrada – Andrea ed io – a sfidare la pioggia battente in direzione Milano, sembra che non accenni a smettere. Abbiamo un paio di panini per la cena che consumiamo velocemente in macchina, poi via verso la meta: arrivare è facilissimo, il difficile viene dopo perché la neve e la pioggia rendono tutto complicato, e quando riusciamo ad entrare nel palazzetto siamo bagnati fradici e impacciati da giacche e sciarpe, maglioni e ombrelli. I nostri biglietti sono per l’anello C, posto a sedere non numerato, ma checcifrega di sederci? Non siamo mica a teatro!! Provo a far gli occhi dolci ad uno della security perché ci faccia scendere all’anello B, ma niente da fare, dobbiamo proprio andare sopra. Manca poco meno di mezz’ora all’inizio e il Datchforum è sold out, c’è gente persino nell’angolo fighetto con le sedie Kartell Louis Ghost; noi troviamo posto contro la ringhiera, centrali rispetto al palco, ma non è male perché lo spazio è compatto e non siamo troppo lontani.

Ed il momento arriva: le luci si spengono con un boato e gli Oasis entrano sulle note di Fucking in the Bushes. Liam e Noel sono l’anima portante della band, gli altri non ho mai saputo chi sono ma poi la formazione è cambiata rispetto agli inizi; negli ultimi anni il batterista era Zak Starkey, il figlio di Ringo Starr, e adesso non più. Vabbè. Morale della favola gli Oasis sono in quattro: i due fratelli, il bassista Andy Bell e il chitarrista Gem Archer; li accompagnano un batterista ed un tastierista. Liam veste un doppiopetto nero militare con i bottoni tondi e luccicanti, e le basettone gli incorniciano un paio di occhiali da sole neri neri. Noel è semplicemente Noel.
Alle loro spalle la scenografia è essenziale, giusto quattro maxischermi sui quali si alternano riprese live ed immagini varie, ma d’effetto. L’acustica è perfetta e i musicisti suonano impeccabilmente. La voce del Gallagher più giovane ci mette un paio di canzoni a scaldarsi come si deve, e canta sempre nella stessa posizione strana: tutto piegato storto prende il microfono da sotto e tiene le labbra strette attorno ai denti, lo fa da sempre. Personalmente preferisco la voce del fratello maggiore, è più ferma e particolare nel timbro.
Lo show è impagabile ed il pubblico entusiasta. La scaletta mescola brani nuovi a successi vecchi, non poteva esser migliore: l’ho apprezzata parecchio. Suonano per un’ora e un quarto ed escono – nessuno chiede il bis perché si pensa ad una fine primo atto. Poi rientrano e chiudono in bellezza con tre pezzi loro e l’esplosiva cover di I am the Walrus. Totale un’ora e quaranta, e se ne vanno indifferenti ai richiami finali (anche perché il palco è già in via di smontaggio).

I soliti. E a me piacciono così.

Fucking in the Bushes – Rock’n’Roll Star – Lyla – Cigarettes & Alcohol – The Meaning of Soul – To be where there’s life – Waiting for the rapture – The Masterplan – Songbird – Slide Away – (What’s the story) Morning Glory – Ain’t got Nothing – The Importance of being Idle – I’m Outta Time – Wonderwall – Supersonic – Don’t Look Back in Anger – Falling Down – Champagne Supernova – I am the Walrus.

3 pensieri su “oasis live

  1. Li ho visti dal vivo3 volte, ho avuto la fortuna di assistere al concerto di presentazione dell’album nel 2005 all’Alcatraz a Milano, (grande poco più dell’Hiroshima) e non ci sono parole per descrivere l’emozione di un loro concerto..
    Poi vabbè, io sono un po’ di parte, ho tutti i loro album e singoli ordinati in rigoroso ordin cronologico, con doppia copia degli album di cui hann fatto più versioni.. 🙂
    mi trovi d’accordo con preferire la voce di Noel: il momento migliore del concerto è sempre stato quando lui canta le sue canzoni acustiche…

  2. Wow… sfiori la mania, Lollo. Ma ti invidio moltissimo!
    Per me è stato il primo loro concerto! Chissà poi perché…

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