Berlino


A chi vi arrivi per la prima volta in un grigio pomeriggio di novembre, la città può apparire scostante e ruvida. Le distanze sono dilatate, gli spostamenti a piedi sono ostacolati dall’aria fredda – quella che, se non hai un berretto di lana, ti congela anche i pensieri. Le case guardano il passante con aria un po’ trasandata, e – a dirla tutta – le strade non sono un granché pulite. L’odore rancido di fast food e patatine fritte ti assale non appena scendi dalla metropolitana. Il sole tramonta prima, e alle cinque è già buio pesto. Quando chiudono i negozi, in centro non si incontra più nessuno. Quasi c’è silenzio.

Ma Berlino non è una città da giudicare alla prima occhiata. Berlino vive negli interni. Nelle caffetterie, nei locali, nei ristoranti dal caldo soffocante. Nei musei scintillanti. Nei teatri. Nei laboratori artistici, nelle botteghe, nelle boutique alternative. Bisogna esplorare le zone lontane dai siti più turistici, specialmente quelle a nord di Alexander Platz: Prenzlauerberg, Schönhauser allee, Kastanienallee, Oranienburger strasse, Hackescher Markt; in questi quartieri si percepisce che Berlino è una città da vivere.
A far la sua parte c’è anche quell’efficienza e quello speciale senso civico tipico dei popoli dell’Europa del nord. Il trasporto pubblico è impeccabile sia di giorno, sia di notte. Si gira in tutta tranquillità, anche alle quattro del mattino. I minimarket sono aperti fino a tardi, oppure non chiudono mai.  Le strade sono fatte per le biciclette, e i marciapiedi per i ciechi. I vuoti degli alcolici – che i tedeschi tanto amano consumare in giro – vengono ordinatamente disposti attorno ai cestini dell’immondizia, in attesa che i barboni li raccolgano e li consegnino ai negozi in cambio di uno sconto sulla spesa.

Berlino, la si scopre poco a poco, e penetrandone la scorza se ne può vedere l’energia, la creatività, il calore. Non serve andare in chissà quali luoghi segreti, ma bastano cinque giorni per intravvedere che c’è tanto da scoprire; basta poco per innamorarsene e provare un desiderio irrefrenabile di tornare.

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