Metti cinque architetti a cena


O meglio, metti a cena cinque amiche aspiranti architetti.
Ognuna avrà portato qualcosa, perché nessuna avrà avuto né modo né tempo per preparare una cena intera; e ogni piatto sarà specchio delle loro attitudini e dei loro caratteri: couscous d’orzo equo e solidale per quella più socialmente impegnata, torta salata con zucca e wurstel per l’estrosa al limite dell’eresia culinaria, rotolo di frittata al radicchio e finocchi al forno per la vegetariana, biscotti alle spezie e crema all’arancia per la più golosa, vino per la più chic.
Cominceranno a chiacchierare animatamente, perché non si vedono da qualche tempo e ognuna avrà succose novità da raccontare alle altre. Ci sarà quella che sta svolgendo ricerca nei campi nomadi per la tesi, e quella che assiste ai litigi fra relatore e correlatore; ci sarà quella che ha trovato un lavoro che sembra funzionare, e quella che lavora già da un po’ ma è stata pagata con una cifra irrisoria dopo sette mesi di dure fatiche. Poi ci sarà quella che un lavoro lo sta cercando, ma non lo trova negli studi di architettura, bensì colleziona una serie di esilaranti colloqui per svolgere lavori improbabili. Fotografa in minigonna ai go-kart? Rappresentante di cosmetici? Meglio fare la cameriera in pizzeria, e poi si vedrà.
Dopodiché, visto che le laureande sono curiose, le altre tre cominceranno a raccontare dell’esame di stato e verranno risucchiate da un gorgo spaventoso che le porterà a terrorizzarsi a vicenda. Da lì intraprenderanno la strada pericolosa degli argomenti che interessano solo agli architetti, nei quali loro cinque sguazzano alla grande: serre solari e telai in legno, frequenza e spettro di emissione delle lampade, colori delle pareti e ritmi circadiani… In realtà non sono fissate e non parlano solo di quello! Ognuna ha anche una vita privata di cui le altre sono partecipi; perché nonostante siano architetti, o aspiranti tali, sono anche amiche e sono felici di essersi incontrate.

Un pensiero su “Metti cinque architetti a cena

  1. Non vedevo il tuo blog da un bel po! Una di quelle sono io! una di quelle sono io!
    Ed è proprio vero che gli architetti sono soggetti versatili e che parlan di tutto dalla brugola alla gita alle terme!
    Con tutti i pro e i contro almeno qualcosa di buono questa inutile università ce lo ha saputo regalare: delle amiche con cui condividere gioie miserie e dolori della vita architettonica e non.
    Spero ci ritroveremo ancora molte volte ognuna con nuovi aneddoti da condividere ognuna sulla strada che ha scelto per se con la serenità di essere nel posto giusto per se stessi.

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