In vino veritas/2


Ovvero, dell’incertezza e dell’inquietudine.

Non serve un bicchiere di vino per dire la verità su quali siano i timori che ci insidiano e ci tormentano. Ancor più se ci incontriamo a cena con una coppia di amici che percepisce le stesse sensazioni. Andare o stare, insistere o lasciar perdere, affrancarsi o sopportare, vivere o sopravvivere?
Siamo fortunati: è vero. Abbiamo un lavoro: è vero, per ora. Non è il lavoro della nostra vita? Pazienza, è già molto di più rispetto ad altri. Ma perché questo dovrebbe impedirci di aspirare a qualcosa di più alto? Perché non cercare comunque di migliorarsi? Probabilmente se pensassimo meno e ci accontentassimo di più saremmo molto più tranquilli: bene, io ho un lavoro, tu hai un lavoro, compriamoci una casa a metà strada! Purtroppo non ci viene in mente nulla di più triste.
Continuiamo a disprezzare il sistema, a sentirci frustrati nella consapevolezza di non essere in grado di cambiare le cose, a struggerci perché sappiamo che altrove funziona tutto meglio.
È tempo di smettere di lamentarsi, tenere duro ancora un pochino e poi prendere in mano la situazione.

Non vedo l’ora.

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