CinePost


Una sconfinata giovinezza
Pupi Avati, 2010.

Tema non usuale quello dell’Alzheimer, e della trasformazione dell’amore coniugale in amore per un figlio mai avuto. È un film di una tristezza infinita che tocca corde molto profonde e fa riflettere sulla sorte dell’uomo; ma non è così coinvolgente: forse Pupi Avati usa fin troppo tatto, forse le sequenze in seppia non sembrano un po’ avulse dal resto del film. Tre pallini.

Inception
Christopher Nolan, 2010.

Concettualmente complesso ma narrativamente lineare, Inception parte da un’idea geniale e la arricchisce con elementi visionari e riferimenti culturali tutt’altro che banali. Un film sul subconscio che, però, avrebbe potuto approfondire maggiormente i risvolti psicologici, anziché affidarne la spiegazione a un grillo parlante. Il cast è perfetto: fra tutti Di Caprio, sempre più bravo nel ruolo dell’eroe maledetto, e Marion Cotillard, folle e bellissima. Quattro pallini.

Benvenuti al Sud
Luca Miniero, 2010.

Niente a che vedere con Bienvenue chez le Ch’ti di cui è il remake. Luca Miniero riprende pari pari il film di Dany Boon senza appropriarsene veramente: è positivo il fatto che mantenga la comicità educata e politically correct dei francesi, ma nel complesso è meno divertente, e il passaggio dagli ch’ti ai terroni è un po’ debole. E poi non convince nessuno l’idea che l’assolato Cilento sia meno ospitale della Brianza umida e grigia. Due pallini…

Il segreto dei suoi occhi
Juan Josè Campanella, 2009.

Premio Oscar 2010 come Miglior Film Straniero, questa pellicola è impossibile da classificare in un genere: thriller, storia di un amore mai dichiarato, storia di un’amicizia, denuncia di un periodo buio della storia dell’Argentina, tutto amalgamato alla perfezione. La sceneggiatura incede lentamente, alla maniera sudamericana, e tocca temi molto delicati e difficili con raffinatezza rara. Cinque pallini!

A single man
Tom Ford, 2009.

Come può essere un film di uno stilista al suo esordio dietro ad una macchina da presa? Ineccepibilmente bello, estremamente elegante, attento al più piccolo dettaglio. Tutto è troppo perfetto per riuscire ad addentrarsi davvero nelle emozioni dei personaggi, l’ossessione per il particolare risulta invadente e ostacola lo spettatore. L’aspetto più bello è la fotografia con un uso incredibilmente originale dei colori. Tre pallini e mezzo.

Un pensiero su “CinePost

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...