del lavoro e altre disgrazie


#uno

Alla fine il mio bivio era un miraggio, un ologramma. Ho creduto di vedere una stradina separarsi dalla via principale, e invece no, era tutto finto, una scenografia.

Fra le tante assurdità entrate nell’uso comune degli studi di architettura, la novità è che ti chiedono quanto vorresti essere pagato e poi non ti fanno una proposta. Anzi, magari ti mandano un sms in cui ti dicono grazie, ma ci rivolgeremo ad un candidato immediatamente disponibile. Immediatamente disponibile a non farsi pagare, dico io. E te lo fanno sapere via sms; come neanche il fidanzato più vile.

#due

Non trovando nulla qui nel Bel Paese – nulla per cui valga la pena di lasciare il mio posto attuale – sto mandando curricula ad ogni angolo del mondo: da Chicago a Marrakech le sto provando tutte.

La cosa più entusiasmante del relazionarsi con l’estero è che tutti ti rispondono: anche solo no, grazie o le faremo sapere, ma ti rispondono. Com’è triste entusiasmarsi per una risposta negativa.

Succede che uno studio di Amsterdam mi risponde positivamente: il mio profilo combacia con le loro esigenze! Il cuore è a mille: mi vedo arrivare tutta imbacuccata nel nuovo ufficio dove sono tutti giovani, creativi, simpatici. Lavoriamo su progetti super-ecologici e ci sbizzarriamo anche nel design. Alla sera inforco di nuovo la mia bicicletta con il freno a pedale e sfreccio tra un ponticello e l’altro. Arrivo nel mio piccolo appartamento con grandi finestre senza tende che si affacciano sui canali e preparo una bella zuppa mentre Andrea stappa la birra e il gatto ci osserva dal divano.
E poi – puf! – la mia fantasia svanisce: we offer personal growth, no payment in money.

Okay, come non detto.

4 pensieri su “del lavoro e altre disgrazie

  1. ohh mi spiace…incrocio le dita per te, perchè ti arrivi un’offerta come si deve! continua: chi semina 200 raccoglie 20, stringi i denti-Consiglio: quando ti chiedono quanto vuoi essere pagata Non rispondere MAI. Chiedi prima tu (testuali parole, mi raccomando) “immagino che voi abbiate già in mente un budget; se mi dite a quanto ammonta ne parliamo insieme” (ANNI di esperienza in mezzo agli squali-tigre eheh).
    per il resto…anche io sto cercando una trasferta dal punto di vista editoriale🙂 e non. speriamo!

  2. appoggio il consiglio di cui sopra. in compenso attualmente sono pagata per veder passare il tempo: perché c’è ancora chi offrendoti un progetto guarda a quanto tempo passi alla scrivania, non al risultato. Bello il quadretto numero due, ci vengo anch’io.

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