Mucha, meglio tardi che mai


Alphonse Mucha: modernista e visionario” al Forte di Bard.
Valeva davvero la pena, perché era una mostra ricca e molto interessante. A precedere la sala con le opere, una folta galleria fotografica riassumeva l’attività dell’artista ceco, sia con immagini di studio per le litografie, sia con fotografie di ricerca sui popoli slavi; e anche qualche buffo scatto all’amico Cezanne. Dopodiché la sontuosa esposizione dei pannelli decorativi, dei manifesti teatrali di Sarah Bernhardt, dei cartelloni pubblicitari: biscotti, profumi, champagne, cartine per sigarette. E bozzetti preparativi a matita ancora più emozionanti. Infine, i dipinti per il ciclo dell’Epopea Slava, decisamente più cupi e lontani dal linguaggio Art Nouveau così caratteristico e immediatamente riconoscibile.

alcune immagini su Repubblica.it

Davvero notevole anche il restauro del Forte: sarà bene tornarvi per visitarlo come si deve.
E grazie a E. e F. per il piacevolissimo pomeriggio.

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