in Bruges


Il vento non si placa mai e le nuvole corrono rapide lasciando intravvedere ora il blu del cielo, ora il tramonto giallo e viola, ora le stelle. Sotto Natale le vetrine scintillano: che offrano cioccolatini, giocattoli, articoli da giardino, sono tutte vestite a festa. E anche il Markt, con le sue luminarie, la pista di pattinaggio e il mercatino. Un gaufre spolverato di zucchero e un bicchiere di vin chaud sono una merenda perfetta.
Il tipico profilo a gradoni delle case fiamminghe caratterizza il panorama, e le facciate bianche, azzurre, rosse o in mattoni ravvivano il grigio che le circonda. I canali sono gelati e la crociera che ci era stata tanto consigliata è impossibile; qualcuno ha provato a gettare in acqua dei mattoni, ma solo uno è riuscito a penetrare il ghiaccio e a rimanervi incastrato per metà. Persino anatre e cigni sono costretti a rifugiarsi tutti insieme nel laghetto del Minnewater: fanno tenerezza, poverini. Da quelle parti c’è anche il Begijnhof dove cottage bianchi e pratini verdi infondono serenità a chi li abita e a chi li visita. Sempre nei pressi, ma decisamente più vivace, c’è il birrificio De Halve Maan dove viene prodotte la Brugse Zot, la birra della città; la assaggiamo dopo un bel giro all’interno del birrificio, al seguito di una signora burbera ma divertente. Risalendo verso il centro entriamo nella chiesa di Nostra Signora per vedere una scultura di Michelangelo; sì sì, proprio lui. Invece, la torre civica che si affaccia sul Markt, il Belfort, è impacchettata per metà e rinunciamo ad arrampicarci su per l’angusta scala a chiocciola.
Camminiamo piacevolmente sull’acciottolato delle viuzze medievali; nonostante il centro storico sia molto piccolo, nelle zone meno turistiche capita anche di non incontrare nessuno per diverso tempo. Orientarsi non è affatto facile, specie per due torinesi abituati alla maglia quadrata. Il freddo e l’umidità riescono ad infiltrarsi fin troppo facilmente fra gli innumerevoli strati dei nostri vestiti – l’onion-coating è d’obbligo – e l’unica è rintanarsi in una birreria e prendersi tutto il tempo per leggere il lunghissimo elenco di birre, per poi sceglierne una a caso da accompagnare con cubetti di formaggio cosparsi di sale al sedano e intinti nella senape, alla maniera locale. Che scoperta meravigliosa…
Ed è così che si sta in Bruges, o meglio, in Brugge; ché là sono fiamminghi e poco sopportano i connazionali francofoni.

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