Almería > churros y tapas


Post gastronomico d’obbligo che completa il racconto del weekend con Lili ad Almería.

i Churros > la giornata inizia – o finisce, dipende da quale fuso orario si adotta, ossia se si intende vivere di giorno oppure di notte – nella churreria sotto casa: i churros con chocolate vengono preparati al momento in un chiosco gestito da soli uomini che si urlano ordini a vicenda e ti servono con la massima cortesia ed efficienza.
Striscioline di pastella fritta con sezione a stella, si ordinano a pezzo e si mangiano in piedi al bancone, oppure si portano via, e in quel caso non si tratta più di striscioline ma di enormi spirali infilate in un cartoccio gigante.
Per sopravvivere all’unto rifiuto il liquore all’anice e butto giù un bicchierino di puro succo di limone, così aspro che la bocca si allappa solo a pensarci ma che salva la giornata.

le Tapas > regione che vai, tapas che trovi. Le uniche tapas che conoscevo erano quelle della Galizia e dei Paesi Baschi, stuzzichini da consumare al bancone per accompagnare il bere. Ecco, ad Almería la finalità è la stessa – mangiucchiare qualcosa per non ubriacarsi – ma le porzioni sono decisamente più interessanti, e con un paio si è fatto pranzo.
La consumazione, ossia il bicchiere (che è scontato sia riempito con qualcosa di alcolico) costa 1,50 – 2,50 €. La tapa è compresa ma non obbligatoria.
I posti più caratteristici, fra quelli che ho visto, sono Casa Puga, la Bien Pagà, entrambi vincitori di qualche premio nella ruta de tapas, e i chiringuitos sulla spiaggia, dove trovare del gran pesce.

Andiamo alla sostanza. Per quanto riguarda il bere i must sono tinto de verano (vino rosso allungato con gazzosa), vermù (altro non è che il vermouth), mosto, lambrusco (sì, proprio lui) e manzanilla (varietà di sherry tipica dell’Andalusia), e si trovano in tutti i bar. Le tapas, invece, cambiano da locale a locale ed è per questo motivo che andar per tapas, tapear, che sia alla barra o seduti, significa girare da un posto all’altro in cerca dei piattini più stuzzicanti. Ce n’è per tutti i gusti: carne, pesce (e che pesce!), verdure, riso.
Io, grazie alla guida ormai esperta di mia sorella, non mi sono fatta mancare nessuna delle più tipiche: migas con sardinas o con pimientos y chorizo (come il cous cous ma fatto di mollica e con tanto immancabile aglio), tostada con tortilla (l’aspetto è quello di una bruschetta), gazpacho, salmorejo (parente del gazpacho), jamon serrano (irrinunciabile), caracoles (lumache, mie adorate), morcilla (sanguinaccio che ho fatto mangiare a Lili perché mi fa senso), carne de toro, habas con jamon (fave), pulpo a la gallega (divino, non vedo l’ora di prepararlo io!), patatas a lo pobre (con cipolle, peperoni, prezzemolo e aglio), pimiento del pequillo (varietà di peperone), cordero al ajillo (una salsina speziata buonissima), patata torera (con aglio, sempre lui, e una ridicola banderilla di sottaceti), pisto (ratatouille), berenjena rebozada con miel (ovvero, melanzana impanata e miele, ottima). Non sono previsti dolci.

Alla fine le tapas, insieme al mare e all’Alcazaba, sono un motivo più che valido per decidere di far tappa ad Almería.

2 pensieri su “Almería > churros y tapas

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