non c’è Santo Stefano senza cinema


L’appuntamento al cinema per  Santo Stefano è d’obbligo. Satolli, dopo una maratona enogastronomica di diversi giorni, si rotola al cinema nel tentativo di sostituire qualche pasto. Cosa che poi non accade, perché non si nega a nessuno un aperitivino per scaldarsi le ossa dopo la passeggiata pomeridiana.

Santo Stefano è piazza Castello. Le luci d’artista, il colossale presepe di Luzzati, il caffè Roberto e le sue boiserie – non possiamo permetterci un Baratti e Milano, purtroppo – la galleria Subalpina, le librerie antiquarie, il cinema Romano.

Andiamo a vedere Midnight in Paris.
Io l’ho già visto, più di un mese fa a Oxford. Lingua originale, senza sottotitoli. Avete presente un film di Woody Allen senza sottotitoli? Appunto. Ma è stata un’esperienza magnifica: un vecchio cinema, colonne in legno e frontone da tempio greco, botteghino all’esterno, sala piccola, velluti rossi, seggioline in legno, bar interno: proprio dentro alla sala! ti prendi la birra, il vino, il tè e lo porti al tuo posto. Fantastico.

Midnight in Paris
Woody Allen, 2011

Accetto senza remore di vederlo una seconda volta, per capire meglio quei due o tre(mila) passaggi che mi sono sfuggiti.
Paradossalmente natalizio questo film, nonostante sia ambientato in estate: la Ville Lumière incantata, le feste, i bistrot fumosi, le musiche di Cole Porter, hanno un non so che di natalizio. Un sogno.
Gil, moderno Cenerentolo su moderna carrozza, sale su una Peugeot d’epoca e finisce negli anni Venti, fra i suoi mentori letterari: Hemingway, i Fitzgerald e i loro amici, dei qualunque Picasso, Dalì, Man Ray, Buñuel, e così via. Ogni sera a mezzanotte fugge dal suo deludente oggi e si rifugia in questo passato d’oro, conosciuto e quasi cristallizzato nella sua perfezione. E come in un circolo incontra Adriana – bella bella bellissima Marion Cotillard – insoddisfatta del proprio presente, che a sua volta sogna di vivere durante la Belle Époque.

C’è sempre un’epoca speciale a cui si anela, e che a nessuno piaccia la quotidianità è cosa nota. Purtroppo, anzi, per fortuna non si sfugge al proprio essere e, come Allen ci suggerisce, non si deve guardare al passato con nostalgia, ma cercare in esso nuovi stimoli per vivere più forte.

Che il vostro 2012 sia così, creativo e coraggioso.

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