Perù #15 | L’inquietante Mercado San Pedro


23 agosto // Torniamo a Cusco con il pullman notturno e arriviamo troppo presto, poco riposati e con la prospettiva di ripartire verso casa l’indomani. Le nuvole sono grosse e nere: anche se corrono rapidamente senza bagnarci, l’assenza del sole si fa sentire.

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L’ultimo giorno in Perù è dedicato agli acquisti di oggetti e artigianato tipico; il posto migliore per farli è il Mercado San Pedro, che non è particolarmente grande, ma è molto più strano e curioso di quelli di Puno e Arequipa. Oltre ai soliti banchi straripanti di frutta e verdura, ci sono quelli dei formaggi, delle uova di pesce. Sedute sui gradini di un ingresso laterale, delle donne vendono rane: alcuni di questi poveri batraci sono vivi, ammassati in una bacinella, altri sono già bell’e che puliti, pronti per essere cucinati. Pare che ci facciano un brodino che è un autentico toccasana per ogni malattia.

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Poi, il reparto macellerie: e io che pensavo di aver già visto tanto e di non impressionarmi… ecco, no. Non avevo mai visto i musi dei vitelli ammonticchiati l’uno sull’altro: narici, denti, mandibola, tutto intero. Sono passata oltre, veloce, verso la zona delle zuppe. In realtà non fanno solo zuppe, ma principalmente le lavagnette offrono caldo de pollo, de cerdo, de cabeza, de ojo, de oreja, e via così: ora capisco a che cosa servono quei musi interi. C’è un gran vociare e un gran rumore di cucchiai, per non parlare dei risucchi!
Andando avanti, ci si trova nell’area dell’artigianato: dai prodotti veramente tipici alle bieche cineserie. Compro due enormi tele aguayo coloratissime, un astuccio in cuoio e un berretto di lana – pare sia vietato ripartire senza un chulo di lana.

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Si passa quindi ai banchi degli stregoni, dove i crocifissi campeggiano accanto ai sacchetti di offerte per la Pachamama. E poi erbe medicinali e composti per la cura di qualunque cosa. Appesi, tra tutte le altre cose, piccoli cadaverini secchi: sono feti di alpaca, li usano per le malattie più gravi. Sul banco, ancora, sigarette sfuse e tronchetti di tabacco, pressato e avvolto in spirali di corteccia. Infine, il cactus San Pedro, un cactus allucinogeno: viene venduto intero oppure già preparato per l’uso, in un intruglio fangoso tutt’altro che invitante.

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