Messico #1 | Natale


Una delle fortune più grandi che mi è capitata ultimamente, è stata quella di essere invitata a passare la settimana fra Natale e Capodanno a Città del Messico, ospite di un amico di un’amica.

La prima cosa che ricorderò di questa esperienza sarà la sera della Vigilia ospiti della famiglia messicana: reduce dal viaggio totalmente insonne, ho aperto le danze al Pictionary tradizionale cercando di far indovinare l’Odissea alla mia squadra di sconosciuti. Poi, con la testa pesante e gli occhi che cercavano di rotolare fuori dalle orbite, davanti ad un’ottima insalata con mirtilli secchi e pinoli e a un filetto di baccalà al forno cucinato in maniera inedita, ho intrattenuto una conversazione sull’urbanistica di Torino con il nonno, in una lingua che non mi appartiene granché.

Il mattino di Natale mi sono svegliata al suono di uccelli mai sentiti. Aveva piovuto tutto il giorno prima e tutta la notte e il cielo era di un azzurro rarissimo. Le strade gigantesche erano deserte, i negozi chiusi e pochi ristoranti aperti. Dalla terrazza di un ristorante osservo la piazza principale, mentre mi confronto con il primo assaggio di cucina messicana tradizionale: il chilaquile, un piatto di totopos (le classiche tortillas triangolari e croccanti) ricoperti di mole verde piccante, purea di fagioli, panna acida e formaggio morbido grattugiato, per un pranzo natalizio di un certo livello calorico.
Il centro città si è popolato poco per volta: il mattino di Natale è consacrato al Recalentado, per riprendersi dai festeggiamenti della Vigilia, ma a mezzogiorno, l’enorme pista di pattinaggio sul ghiaccio di fronte alla Cattedrale era gremita di persone.

Camminando per le vie di El Zocalo, il cuore della città, si percepisce un vago senso di mal di mare: gli edifici sono quasi tutti storti. La leggenda vuole che il dio Sole avesse ordinato alla popolazione azteca di fondare una nuova città nel luogo in cui avessero incontrato un’aquila con un serpente tra gli artigli posarsi su un cactus nopal; e questo avvenne su un isolotto. In pratica, Città del Messico è sorta sul letto di un lago e affonda di 10 cm ogni anno. Il peso delle costruzioni e l’intensa attività sismica danno origine a questo straniante risultato.

il cinema Bianchini_Messico_1 (4)El Ángel de la Independencia

il cinema Bianchini_Messico_1 (3) il cinema Bianchini_Messico_1 (26) il cinema Bianchini_Messico_1 (6)Palacio de Bellas Artes

il cinema Bianchini_Messico_1 (25)il cinema Bianchini_Messico_1 (10)Torre Latino Americana

il cinema Bianchini_Messico_1 (11) il cinema Bianchini_Messico_1 (9) il cinema Bianchini_Messico_1 (7)Casa de los Azulejos

il cinema Bianchini_Messico_1 (17) il cinema Bianchini_Messico_1 (15) il cinema Bianchini_Messico_1 (19) il cinema Bianchini_Messico_1 (18)Calle Moneda e Templo de Santa Inés

il cinema Bianchini_Messico_1 (13)il cinema Bianchini_Messico_1 (8) il cinema Bianchini_Messico_1 (16) il cinema Bianchini_Messico_1 (20) il cinema Bianchini_Messico_1 (14)il cinema Bianchini_Messico_1 (21) il cinema Bianchini_Messico_1 (22)El Zocalo, la Catedral Metropolitana de la Asunción de la Santísima Virgen María e il Sagrario.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...