il Deccan #7 / i Western Ghats e l’Oceano Indiano


Il viaggio verso l’oceano ci porta ad attraversare i Western Ghats, una catena montuosa non molto alta che, parallela alla costa, percorre tutto il Deccan da nord a sud. Qui il paesaggio è ancora diverso: foreste di teak e risaie, piantagioni di tè e di caffè. Torrenti e cascate tagliano l’aria fresca: c’è chi fa il bagno e chi resta a guardare con il cappello di lana. I villaggi sono più ricchi, le case più grandi e meglio tenute, ci sono i ritrovi per i lavoratori. Il pulmino sfreccia, incurante delle buche e delle strettoie: ho pensato che ci saremmo persi per sempre fra quei boschi.

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Valicati i Ghats, ci si lascia alle spalle il Karnataka e si scende verso il Kerala, dove le foreste si trasformano in palmeti luminosi, si incontrano gli alberi della gomma, le liane e le scimmie, e la terra diventa rossa. Si alternano villaggi hindu, cristiani e musulmani; fra le palme lunghe e sottili si intravvedono belle case e vere e proprie ville.

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La spiaggia inizia al limitare della foresta, che cerca di mangiarsela e si protende verso l’oceano. In mezzo alla foschia, pescatori senza canna lanciano la lenza in acqua e attendono, mentre le donne chiacchierano animatamente e si godono il tramonto.

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A Kanhangad troviamo alloggio nelle casette anni Trenta dell’Anandashram, semplici ma placide e ordinate. Qui si provvede all’istruzione dei bambini e nel refettorio si offrono pasti a chi ne ha bisogno: uomini e donne mangiano rigorosamente separati. Quando viene buio, cullata dall’interminabile canto dei mantra, riesco ad addormentarmi persino sulla tavola di legno che è il mio letto.

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Si riparte al mattino presto, prendendo verso nord la strada che segue il profilo della costa e attraversa un paesaggio che ricorda la laguna labirintica di laghi salmastri e canali delle backwaters, fra i muretti di blocchi rossi e muschio, e gli stagni abitati da aironi e bufali d’acqua.

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Nel pomeriggio arriviamo a Gokarna Beach, di nuovo nel Karnataka, a una manciata di chilometri da Goa. Le persone passeggiano in mezzo alle mucche che indisturbate e apparentemente pacifiche sono le regine della spiaggia.

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3 pensieri su “il Deccan #7 / i Western Ghats e l’Oceano Indiano

  1. Bello, proprio bello questo reportage dall’India. Poi, non essendoci stato, mi diverto a far volare la fantasia…e allora nascono queste note:
    . Tra le donne trasportate dalla corriera dovrebbe esserci anche Emma…e a me sembra quella sulla sinistra con la gonna a pois e un’aria un po’ occidentale…tra tutte la più elegante;
    . Il camioncino giallo Tata sembra trasportare in gran fretta la parrucca di Polifemo;
    . La villa bianca attorniata dalla vegetazione sta per essere fagocitata dalla vegetazione, al prossimo viaggio non ci sarà più!
    . Il mulo a bordo strada sta sicuramente andando a trovare la femmina perché oggi si sposano!
    . Il pescatore con la lenza sembra l’uomo più solo al mondo ma nella foto seguente si capisce che ci sono le sue donne che confabulano e allora penso che sia il più felice del mondo;
    . La bellezza, la compostezza e anche l’eleganza dei sei bambini ha il sapore di una scuola italiana;
    . Vedo una mensa che tutto sommato ha un aspetto pulito;
    . In mezzo alla campagna spunta una falce e martello…il comunismo in salsa indiana;
    . Le barche in secca sono una vera e propria famiglia (padre, madre e piccolino). La famiglia Barca;
    . C’è un camion elefante che si avventura nella foresta;
    . Una sartoria d’alta moda perfettamente funzionante!
    . In mezzo al campo uno spaventapasseri tutto bianco e senza braccia; l’unico spaventapasseri che non fa paura ai passeri;
    Il viaggio continua… Cara Emma dove ci porterai?

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