il Deccan #8 / Hampi


La strada che da Gokarna porta verso Hampi è lunga solo 300 km, ma questo viaggio che attraversa il Karnataka dura tutto il giorno. Passa prima per una zona di alberi fioriti come nuvole e di coltivazioni ordinate. I villaggi sono a maggioranza musulmana, così oltre alle solite mucche in libertà compaiono piccoli maiali neri che sgrufolano tra l’immondizia nei rigagnoli a lato della strada. Ai ghat le donne fanno il bucato, gli uomini che lavorano nei campi fanno il bagno. Attraversata Hubli, la seconda città più popolosa del Karnataka dopo Bangalore, si incontrano campi sterminati tagliati da una ferrovia sottile. Mi metto a osservare i treni lunghissimi: venti vagoni, trenta vagoni. Le tende nei prati annunciano la città di Hospet, alle porte di Hampi, una città che sembra bombardata. La povertà di queste zone è impressionante.

Hampi è un sito tutelato dall’Unesco: sono le rovine spettacolari della città di Vijayanagara, sorta nel XIV secolo e poi distrutta dagli imperatori musulmani della confederazione del Deccan. Ma non è solo un sito archeologico: è anche un villaggio poverissimo e un centro religioso attivo; nella vasta area di Hampi vivono tante persone che si riparano nelle rovine.
Tra le rocce del bizzarro paesaggio si nasconde una miriade di templi e tempietti, sculture monolitiche raffinatissime, torri, padiglioni, stalle per gli elefanti e palazzi ancora sontuosi, altri di cui non rimane che lo scheletro. Le mura si sono conservate a tratti. Nel cuore della città sorge il Virupaksha Temple, tanto interessante e ricco quanto malmesso. Le simpatiche scimmie che lo abitano, in realtà non sono simpatiche per niente.

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Un pensiero su “il Deccan #8 / Hampi

  1. Molto bello questo insieme di fotografie del territorio intorno ad Hampi.
    . Noto che le donne indiane anche nei lavori umili non rinunciano a bracciali, collane e orecchini. Ce n’è una che addirittura porta un anello nel dito del piede!
    . Il tre ruote Piaggio addobbato in modo inverosimile tra le povere tende sembra un’apparizione felliniana;
    . Devono essere le due scimmie con la faccia nera nera le più cattive del posto;
    . Curioso: il mezzo di sorveglianza archeologica è esso stesso un pezzo da archeologia!
    . Tra le decine di scarpe “posteggiate” come fanno gli indiani a riprendersi quelle giuste quando ritornano sul posto? A meno che per loro sia indifferente e l’una valga per l’altra…tanto non sono Hogan…;
    . Attorno ai templi e tempietti non si vede anima viva;
    . Ma possibile che in India non esistano fabbriche? Si vedono solo uomini e donne che si bagnano al fiume in continuazione e ragazzini nudi fuori dall’acqua mentre le madri, interamente vestite, si immergono nell’acqua… e sembrano tutti sereni! Se non fossero così poveri ci sarebbe da invidiarli.

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