il Deccan #9 / Aihole, Pattadakal e Badami


Aihole, Pattadakal e Badami: villaggi del profondo Karnataka cresciuti attorno a monumenti straordinari, molto antichi e poco conosciuti. Dietro le recinzioni del Durga temple, attorno alle aiuole verdissime dei templi della dinastia Chalukya, tosate con precisione inglese, ai piedi delle siepi regolari delle grotte di Badami, si raggruppano case di fango e lamiera, baracche di legno simili ad armadi che ospitano i negozi, i barbieri, le stirerie. Le donne riempiono d’acqua le anfore di latta e plastica e lavano i panni sulle radici di un banian. I bambini chiedono caramelle oppure matite e penne. Sospesi nel tempo, così lontani dalla nostra cultura e dalla nostra immaginazione, mentre noi visitiamo i siti archeologici, li ammiriamo, ci interroghiamo sulla loro storia e sulle tecniche di costruzione, siamo sorpresi che siano abitati da galli, serpenti, capre e scimmie, e ci compiaciamo del fatto che siano considerati Patrimonio dell’Umanità. L’umanità, il lato umano che emerge in questo contrasto straniante.

Il mio viaggio in India si conclude qui sotto la pioggia battente, sulle strade della campagna deserta, tra le agavi e le distese di girasoli appesantiti, i covoni e gli spaventapasseri, le donne in sari che trasportano fagotti in cima alla testa o che accompagnano le vacche, i trattori adorni e i carri trainati da buoi con le corna dipinte. Il monsone arriva con grandi nuvole viola, l’acqua si abbatte fitta e incessante. Passa e se ne va, lasciando i prati più verdi, i campi più neri, le nuvole di nuovo bianche e infine un tramonto oro e rosa.

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2 pensieri su “il Deccan #9 / Aihole, Pattadakal e Badami

  1. Ho il sospetto che la penultima immagine non sia una fotografia… è un olio!
    Emma ha preso una tela e con colori e pennelli (e magari en plein air) ha dipinto il paesaggio.
    A me ricorda un Claude Monet.
    Grande!

  2. Anche io ci ho pensato: nonostante sia una foto catturata quasi a casaccio, l’ho inserita nella selezione perché è quasi pittorica. Grazie Antonello 🙂

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