Hvar #2

Oltre ad essere selvaggia e incontaminata, Hvar è una meta turistica sempre più frequentata dai giovani dei paesi nordici e dagli americani, che girano le isole della Croazia con lo zaino in spalla e animano la vita notturna della cittadina principale (con grande disappunto degli autoctoni).
La città di Hvar è vivace e ha una vocazione più mondana rispetto al resto dell’isola: le piazzette pullulano degli ombrelloni dei bar, i locali notturni mettono musica anche di giorno, la piccola spiaggia è sempre affollata, le barchette caricano turisti e materassini gonfiabili e non mancano i lussosi yacht attraccati al molo. Sotto a un portico, i pescatori dalla pelle bruciata e tatuata dividono i pesci e vociando animatamente li ripongono nelle cassette con ordine preciso. Appena girato l’angolo, nei vicoli e su per le ripide scalette di pietra bianca, spariscono tutti i rumori e si respira di nuovo quell’aria rilassata e placida.

Dalle mura della fortezza – che ospita una piccolissima e curiosa esposizione sui ritrovamenti archeologici sottomarini – mi sporgo per vedere tutti i tetti color miele e il nugolo di barche a vela che si spostano da un isolotto all’altro, alla ricerca della spiaggia più remota.

Su Hvar, una delle spiagge più belle – ma non certo solitaria – è Dubovica: in fondo a un ripido sentiero tra gli ulivi, è una mezzaluna di ciottoli morbidi, sfiorata dall’acqua turchese, quasi verde. Alle sue spalle, una chiesetta e gruppo di case antiche, alcune diroccate, alcune riadattate per ospitare una trattoria e qualche stanza da affittare: quanto sarebbe poetico fermarsi lì di notte?

DSC_0101DSC_0090DSC_0125DSC_0131DSC_0138DSC_0194DSC_0177DSC_0086DSC_0121DSC_0187DSC_0159 DSC_0167DSC_0088DSC_0207DSC_0112 DSC_0209DSC_0215DSC_0213DSC_0219DSC_0224

Hvar #1

DSC_1197

La prima sensazione che mi viene in mente quando penso a Hvar è l’intenso profumo dei pini, avvolgente e penetrante, mescolato alle sfumature di rosmarino, lavanda e finocchio selvatico.
E subito dopo lo stridere assordante e incessante delle cicale: sembrava di avere dell’ovatta nelle orecchie. Poco distante dalla costa della Dalmazia, Hvar è verde e selvaggia: a nord, l’isola è tagliata da profonde insenature simili a fiordi, mentre, a sud, oltre gli uliveti, le vigne e i campi di lavanda, una parete di roccia si staglia ripida e ridiscende a picco sull’acqua dell’Adriatico, dall’altra parte. Vrboska, Jelsa, Zavala e gli altri piccoli villaggi vivono estati placide, senza fretta, e offrono sempre uno scoglio tranquillo da cui tuffarsi.
In quelle sere, il mare era illuminato a giorno dalla luna più grande che avessi mai visto.

DSC_1185DSC_0059DSC_0227DSC_0004DSC_1220DSC_0001DSC_1218 DSC_0003DSC_0011DSC_0049DSC_0036
DSC_0030
DSC_0071 DSC_0077

Mitteleuropa Live Tour – Zagreb

Una volta penetrata la schiera compatta di palazzoni sovietici che proteggono la città come una fortificazione inespugnabile, il centro di Zagabria si rivela carino, curato, molto austriaco. Grandi edifici di rappresentanza, fontane, giardini, dehors, caffè e dolci; spunta persino lo Jugendstil.
I tram scivolano silenziosi nelle vie pedonali; si fermano tutti nella piazza principale, luogo di appuntamento di molte persone che si abbracciano non appena si incontrano. La soprannominiamo subito Piazza Abbracci. Mangiamo un gelato buono e scopriamo un sacco di cose sui pipistrelli che abitano una grotta nei dintorni.
A nord, la città medievale sorge su due colline appena accennate. Cattedrale, mercato, torre sono illuminati da lampioni a gas. Per raggiungerli c’è la solita, immancabile, irrinunciabile funicolare, anche se la scala accanto conta poco più di quaranta gradini.