Everyday life, week 33

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Lanzhou, Cina / Questo viaggio ha inizio ai piedi di montagnette che sembrano fatte della carta dei presepi.

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In una città assurda dove tutto è difficile, ma sul Fiume Giallo volano gli aquiloni a LED.

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E i noodles di manzo della signora uigura danno grande sollievo.

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Il Maijishan emerge dalla foresta con tutte le sue spaventose passerelle sospese.

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Settemiladuecento sculture di Buddha benevolenti come questi, risalenti al VI secolo / quando i cinesi fanno le cose, le fanno in grande, da sempre.

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La magia esponenziale con cui vengono creati i noodle.

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Preso il bus sbagliato.

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Dobbiamo renderci conto del peso specifico del mondo là fuori.

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Le grotte di Bingling sono nascoste qua, dove il Fiume Giallo pare quasi un foglio d’oro.

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Ispirato ai grandi Buddha di Bamiyan / ma con le pantofole.

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Ci si può credere?

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Nei monasteri buddisti ogni cosa è al suo posto.

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E la moschea è poco più avanti.

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In questo melting pot dell’Asia centrale, tutti ballano nella stessa piazza / si può fare.

cinemabianchini_week33_17 (12)Riappacificata con questa città nel momento di lasciarla.

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Japan 3 / Tokyo ha un cuore verde, uno rosa e uno nero

E di come l’ho scoperto in una sola giornata.

Il cuore di Tokyo è il Palazzo Imperiale, protetto da una cinta di mura e da un fossato abitato da alghe dall’aria minacciosa. Tokyo ha un cuore verde, e non solo perché il Palazzo Imperiale è immerso in un parco sconfinato, ma perché sono tanti i giardini nel centro della città. E sono tanto vasti da farti dimenticare di essere in una delle metropoli più popolose al mondo: tredici milioni di abitanti e non sentirli.
È la sensazione che ho provato entrando nel parco che circonda il Meiji Jingu, il grande santuario shintoista con i tetti di rame ossidato. Uscendo dalla stazione di Harajuku, si prende a destra, lasciandosi alle spalle l’orda di ragazzine dirette a Takeshita Dori, e si viene ingoiati da questa foresta tramite un torii gigante, un portale realizzato con un solo cipresso vecchio di millecinquecento anni. Da quel punto, la strada porta fino al tempio e poi si dirama in sentieri sempre più piccoli sotto le chiome che nascondono i grattacieli.
Poco distante, anche i giardini di Shinjuku Gyoen mi hanno accolta con la loro vegetazione ordinata e rassicurante, le case da tè, i ponticelli e i laghetti. Le grosse carpe, che sfiorano il pelo dell’acqua come piccoli squali, smorzano tutta questa soavità.

Se, invece, alla stazione di Harajuku si prende a sinistra e si segue l’orda di ragazzine si entra dritti nel cuore rosa di Tokyo: Takeshita Dori, un intrico di strette vie brulicanti di adolescenti esaltati, musica assordante, paccottiglia, vestiti e tanti tanti dolci. È il centro della cultura teenager. Un inferno di zucchero filato.
Spingendosi oltre, con mio grande sollievo, si arriva a Omotesando, una lunga via dove le maggiori case di moda hanno costruito i loro showroom, dando vita a una sorprendente sfilata di architettura contemporanea.

Il cuore nero di Tokyo, poi, l’ho trovato a Kabukichō, appena fuori dalla stazione di Shinjuku: un formicaio illuminato a giorno dalle insegne colorate e stroboscopiche, dove si concentrano locali notturni, ristoranti, bar, love hotel, club, e locali a luci rosse, tutti per la maggior parte in mano alla Yakuza. Lì, sotto ai grattacieli arroganti, si nasconde il Golden Gai, un oscuro grumo di microscopici bar, più di duecento, che possono ospitare cinque o sei clienti per volta, dove solo gli habitué sono i benvenuti e dove l’atmosfera è surreale e inquietante.

Il torii gigante dà accesso al parco del Meiji Jingu.
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Il Meiji Jingu con i suoi tetti in rame ossidato.
279 Japan281 Japan294 JapanUn sacerdote del Meiji Jingu.
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Il giardini di Shinjuku Gyoen.
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Il Kyu Goryotei, anche detto padiglione taiwanese.
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La moda delle teenager.
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L’ingresso a Takeshita Dori.
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Nuvole enormi di zucchero filato (e la geniale plastica per non inzaccherarsi le mani).
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Omotesando Hills, di Tadao Ando.
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Dior, di Sanaa.424 Japan430 Japan

Keyaki Building, di Norihiko Dan, vicino a Tod’s di Toyo Ito.
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Prada Aoyama, di Herzog & De Meuron (il mio preferito).
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Le insegne illuminano l’ingresso di Kabukichō dal lato della stazione di Shinjuku.
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L’atmosfera surreale del Golden Gai.513 Japan.JPG516 Japan

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Everyday life, week 26

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L’ipnosi catartica delle onde che si infrangono sui sassi.

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Tornare al mare è ritrovare posti del cuore, che sanno di sale e di fichi.

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È farsi inghiottire dal blu, immenso e bellissimo.

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È seguire i motorini locali per scoprire angoli nuovi.

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È prendere la bicicletta scalcagnata, quella che sta in cantina tutto l’anno, e nonostante la scomodità farsi portare dai pedali fin dall’altro lato del capo.

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È ripartire alle sei del lunedì mattina pur di rimandare il distacco fino all’ultimo minuto.

Everyday life, week 19

Quello che nessuno osserva: dalla settimana del Salone del Libro, quella in cui, in pratica, il Lingotto diventa una seconda casa. La sorprendente vista della rampa, quella che le automobiline dal 1926 prendevano per andare alla pista di collaudo, sul tetto. I mattoni che cercano di evadere dalla stretta dell’intonaco. E i soliti tubi blu, che disegnano il soffitto industriale e di tanto in tanto fanno capolino.

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Everyday life, week 17

Delle cinque cupole in muratura più grandi al mondo, una è in India e quattro sono in Italia. Di queste quattro, una è anche la cupola ovale più grande sulla faccia della terra, ma se ne sta sabaudamente immersa fra le colline verdissime della provincia di Cuneo, senza far sapere nulla di sè. Finalmente, qualcuno ha deciso di promuovere la conoscenza del Santuario di Vicoforte, organizzando la visita di questa cupola e permettendo di vederla dal basso, dall’alto, da fuori, da dentro, da sopra. Tutti imbragati con moschettoni e caschetto, ci si infila su per le scalette a chiocciola e i cunicoli, ci si affaccia dalla balconata alla base della cupola percorrendola tutta, per raggiungere infine il lanternino e guardare giù da 75 metri d’altezza.

cinemabianchini_week17_16 (10)Processed with VSCO with a6 presetProcessed with VSCO with a6 presetProcessed with VSCO with kk2 presetProcessed with VSCO with a6 presetProcessed with VSCO with a6 preset

Mondovì è distante pochi chilometri: una cittadina divisa tra due borghi, Breo e Piazza, uno in basso lungo il fiume, l’altro arroccato sulla collina, collegati da una funicolare. La piazza Maggiore, in cima, sembra un teatro con una scenografia settecentesca di quinte che si accavallano. Nella chiesa di San Francesco Saverio, Andrea Pozzo ha eseguito uno dei primi esempi di sfondato pittorico: un effetto spaziale e prospettico che abbatte la superficie di una volta per immaginare spazi immensi che non esistono.

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Everyday life, week 16

Processed with VSCO with kk1 presetUn cielo tiepolesco, che ha fatto la voce grossa e poi si è dissolto in mille ciuffi di zucchero filato.

Processed with VSCO with se3 presetProcessed with VSCO with lv03 presetProcessed with VSCO with m5 presetLa ricerca di altre prospettive per inquadrare nuovamente il tutto.

Processed with VSCO with g3 presetProcessed with VSCO with hb1 presetProcessed with VSCO with a6 presetL’atmosfera sospesa alla Villa della Regina, dove le aiuole sono rimaste incolte, ma incolte ad arte.

cinemabianchini_week15_17 (3)La perfezione di certe forme.

Processed with VSCO with lv03 presetProcessed with VSCO with a6 presetProcessed with VSCO with acg presetProcessed with VSCO with hb2 presetOro, argento e turchese alla Fondazione Prada, emblemi di raffinatezza composta e di ricerca intellettuale altissima nell’architettura e nelle mostre. Fortunatamente, tutto questo trova equilibrio con la gioia di sensi terreni grazie ai panini favolosi serviti nel bar Luce.

Processed with VSCO with c1 presetProcessed with VSCO with c1 presetcinemabianchini_week15_17 (14)Processed with VSCO with se3 presetProcessed with VSCO with a6 presetInfine, l’Hangar Bicocca, dove tutto è grande e invita a interagire con le opere d’arte: il murales di Osgemeos, le giostre di Carsten Höller, i muri molli dell’esposizione della Triennale, e persino i Sette Palazzi Celesti di Anselm Kiefer.