Everyday life, week 34

cinemabianchini_week34_17 (1)
Altopiano del Qinghai / Risveglio sull’epico treno con questa vista.

cinemabianchini_week34_17 (2)cinemabianchini_week34_17 (3)cinemabianchini_week34_17 (4)
A caccia di nuvole e yak.

Processed with VSCO with hb2 presetProcessed with VSCO with a6 presetProcessed with VSCO with a6 preset
Lhasa profuma di legna bruciata, incenso e cibo buono.

cinemabianchini_week34_17 (29)
Dreung monastery / una città per diecimila monaci

cinemabianchini_week34_17 (20)Immersione totale nel buddismo tibetano.

cinemabianchini_week34_17 (22)
Lo chiamano incenso.

cinemabianchini_week34_17 (21)Bruciano le offerte per gli dei e in un attimo sei affumicato anche tu.

Processed with VSCO with hb2 presetQuella luce / edizione tibetana.

Processed with VSCO with hb1 preset
Tanto dal menù si sceglie a caso, ma per non sbagliare segui le monache.

Processed with VSCO with nc preset
Processed with VSCO with a6 preset
Palazzo del Potala / sono arrivata qui con delle idee, adesso però sono tutte scombussolate.

Processed with VSCO with a5 preset
Il tè al burro di yak esiste davvero ed è salato.

Processed with VSCO with nc preset
Scusate, avete delle tonache?

Processed with VSCO with nc preset
Inquinamento da preghiera.

Processed with VSCO with a6 preset
Drak Yerpa Monastery / Affacciati ai quattromilaesei.

Processed with VSCO with a6 preset
Dove il fumo delle preghiere si confonde con le nuvole.

Processed with VSCO with nc preset
Banconote e vecchi merletti.

Processed with VSCO with a6 preset
Sera Monastery / Il giardino delle dispute filosofiche.

Processed with VSCO with a6 preset
Ultima luce a Lhasa.

cinemabianchini_week34_17 (19)
Dicono che il Brahmaputra sia un fiume.

cinemabianchini_week34_17 (25)
Le famose dune di sabbia del Tibet orientale.

cinemabianchini_week34_17 (14)
Samye Monastey / Stupa o Barbapapà?

Processed with VSCO with nc presetProcessed with VSCO with kk1 preset
Sutra impigliate negli arbusti / su per la strada sabbiosa.

Processed with VSCO with nc preset
Come un mandala.

 

Annunci

Everyday life, week 33

Processed with VSCO with lv03 preset
Lanzhou, Cina / Questo viaggio ha inizio ai piedi di montagnette che sembrano fatte della carta dei presepi.

cinemabianchini_week33_17 (2)
In una città assurda dove tutto è difficile, ma sul Fiume Giallo volano gli aquiloni a LED.

cinemabianchini_week33_17 (3)
E i noodles di manzo della signora uigura danno grande sollievo.

Processed with VSCO with nc preset
Il Maijishan emerge dalla foresta con tutte le sue spaventose passerelle sospese.

cinemabianchini_week33_17 (5)
Settemiladuecento sculture di Buddha benevolenti come questi, risalenti al VI secolo / quando i cinesi fanno le cose, le fanno in grande, da sempre.

cinemabianchini_week33_17 (6)
La magia esponenziale con cui vengono creati i noodle.

cinemabianchini_week33_17 (18)
Preso il bus sbagliato.

Processed with VSCO with acg preset
Dobbiamo renderci conto del peso specifico del mondo là fuori.

cinemabianchini_week33_17 (13)
Le grotte di Bingling sono nascoste qua, dove il Fiume Giallo pare quasi un foglio d’oro.

cinemabianchini_week33_17 (17)
Ispirato ai grandi Buddha di Bamiyan / ma con le pantofole.

cinemabianchini_week33_17 (16)
Ci si può credere?

Processed with VSCO with a6 preset
Nei monasteri buddisti ogni cosa è al suo posto.

Processed with VSCO with a6 presetProcessed with VSCO with a6 preset
E la moschea è poco più avanti.

Processed with VSCO with hb1 presetProcessed with VSCO with hb1 presetProcessed with VSCO with hb1 preset
In questo melting pot dell’Asia centrale, tutti ballano nella stessa piazza / si può fare.

cinemabianchini_week33_17 (12)Riappacificata con questa città nel momento di lasciarla.

Japan 5 / La porta spaziotempo tra Akihabara, Odaiba e Yanaka

La verità è che Tokyo è costituita da innumerevoli porte spaziotemporali: ce n’è una alla fine di ogni via. Immagina di partire a piedi a Akihabara, l’affollata electric town dei negozi di elettronica ed elettrodomestici, dei manga e degli anime e dei maid bar, dove le cameriere con i grembiulini di pizzo ti accolgono con frasi del tipo: «Bentornata padrona». Da lì dirigiti verso il Palazzo Imperiale, troverai la via dei negozi sportivi, poi quella delle librerie antiquarie, quella dei bistrot, poi i grandi palazzi dei diplomatici e il fossato che protegge l’isola del palazzo dell’Imperatore.
E dietro ogni angolo l’aria sarà diversa e le persone saranno diverse.
Proseguendo verso sud, sulle strade larghe tra i grattacieli e i giardini, arriverai alla stazione della monorotaia che porta a Odaiba: ti sembrerà di entrare in un videogioco. Il treno scivola veloce e silenzioso tra gli edifici di vetro e poi sul Rainbow Bridge, verso quell’isola artificiale che è un chiassoso parco divertimenti.
Ma se verso fine giornata dovessi essere stanco di suoni digitali e inquinamento da colori, potrai sempre rifugiarti a Yanaka, usando la porta spaziotemporale della stazione di Nippori. Tra le casette in legno sopravvissute ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, i templi buddisti e i laboratori degli artigiani, potrai respirare l’atmosfera shitamachi, l’aria nostalgica delle antiche tradizioni giapponesi, così lontane dal caos di Akihabara e di Odaiba. E potrai spingerti fino al cimitero di Yanaka per una passeggiata contemplativa, dove i tuoi passi saranno accompagnati unicamente dal fruscio delle foglie e dal suono delle sotoba, le sottili tavole di legno che sbatacchiano al vento.

Akihabara, electric town.
750 Japan751 Japan

Le campanelle (fūrin) che tintinnano per illuderti che faccia fresco.
753 Japan

Jinbōchō, la zona delle librerie antiquarie.
754 Japan757 Japan

Il fossato del Palazzo Imperiale (sì, ma le alghe?).
768 Japan773 Japan

La statua dedicata al samurai Kusunoki Masashige.
776 Japan.JPG

Sulla monorotaia per Odaiba.
785 Japan791 Japan

Il bizzarro edificio della Fuji TV progettato da Kenzō Tange.
794 Japan

Il Rainbow bridge.
797 Japan805 Japan

Il cimitero di Yanaka.
808 Japan821 Japan818 Japan819 Japan816 Japan829 Japan834 Japan837 Japan842 Japan

Everyday life, week 32

Processed with VSCO with nc preset
Trogir, ore 7 / con le campane

Processed with VSCO with nc preset
Ore 11 / verso il mercato del pesce

Processed with VSCO with nc preset
Drvenik Veli, ore 17 / i nodi e il colore dell’acqua

Processed with VSCO with nc preset
Šešula, ore 20 / l’ormeggio per la notte

Processed with VSCO with nc preset
Ore 8 / senza scendere dal ponte

Processed with VSCO with nc preset
Vis, ore 16 / il bunker

cinemabianchini_week32_17 (13)
Ore 20 / i calamari sono sotto marinatura

Processed with VSCO with nc presetProcessed with VSCO with a6 preset
Komiža ore 10 / caffè?

Processed with VSCO with a6 preset
Ore 12 / quando si ha la conferma che il programma di non avere programmi è sempre un’ottima idea

Processed with VSCO with hb2 preset
Ore 14 / aglio, olio e rosmarino

Processed with VSCO with nc preset
Ore 16 / squagliati dallo Scirocco

Processed with VSCO with a6 preset
Vis, ore 18 / diamo da mangiare ai gatti

cinemabianchini_week32_17 (20)
Ore 7 / svegliata dalla pioggia sugli occhi

Processed with VSCO with nc preset
Ore 11 / mangia le acciughe che asciugano

Processed with VSCO with hb1 preset
Ore 13 / le pietre scivolose nel silenzio della controra

Processed with VSCO with nc preset
Ore 16 / mi hanno detto che la barca abbassa le valvoline dell’anima

cinemabianchini_week32_17 (24)
Ore 17 / facciamo suonare i carillon

cinemabianchini_week32_17 (18)cinemabianchini_week32_17 (29)Processed with VSCO with nc preset
Milna Brač ore 19 / guardare i riflessi, capire gli impressionisti

Processed with VSCO with nc preset
Ore 20 / sto ancora pensando a questa cosa delle valvoline dell’anima

cinemabianchini_week32_17 (28)
Ore 13 / andiamo a prendere quello sprazzo d’azzurro

cinemabianchini_week32_17 (27)
Ore 16 / il genoa imbizzarrito in virata

Processed with VSCO with nc preset
Trogir ore 17 / la sensazione di stare sospesi fra cielo e terra

Processed with VSCO with nc preset
Ore 20 / so già che questo colorito estivo faticosamente conquistato svanirà al primo refolo d’aria condizionata

Processed with VSCO with a6 presetProcessed with VSCO with a6 preset
Spalato ore 7 / in aeroporto

Japan 4 / La notte al mercato del pesce

Gli effetti del jet-lag ci permettono una levataccia alle 3 senza fatica. Il taxi scivola tranquillo sulle superstrade sgombre di una Tokyo stranamente silenziosa. Ovviamente il tassista non parla inglese e non è immediato comunicargli la destinazione: ci illudiamo di spiegargliela mostrandogli una mappa scritta in alfabeto latino. Il nostro obiettivo è arrivare allo Tsukiji Market in tempo per assistere all’asta dei tonni, un rituale che si ripete ogni notte nel mercato ittico più grande del mondo, quando i commercianti osservano gli ultimi arrivi e ne contrattano l’acquisto. Solo 120 spettatori sono ammessi e noi, manco a dirlo, rimaniamo fuori. Fastidiosa delusione. È notte fonda e non abbiamo nessuna voglia di un altro giro di taxi per tornare in hotel.

Alcuni addetti ci fanno capire che, se evitiamo le guardie e non diamo fastidio, possiamo entrare nel mercato dei grossisti e girare indisturbate. Gli operai e i commercianti sono impegnati nelle attività di preparazione e stoccaggio, mentre un nugolo di pericolosi trabiccoli elettrici si occupa del trasporto. Nei capannoni gli spazi sono molto stretti, il pavimento è bagnato e sporco. Sui banchi ci sono pesci mai visti, di ogni dimensione e colore, e molluschi, altrettanto ignoti. I tonni in attesa di essere sezionati sono lasciati a terra, ancora congelati: quando non viene usata una sega circolare, il taglio del tonno viene effettuato con un coltello tradizionale, oroshi hocho, un oggetto più simile a una katana che a un utensile da cucina.

539 Japan573 Japan587 Japan602 Japan641 Japan651 Japan652 Japan661 Japan662 Japan663 Japan668 Japan664 Japan572 Japan675 Japan680 Japan681 Japan715 Japan704 Japan694 Japan688 Japan706 Japan689 Japan693 Japan

Dicono che non si può dire di aver visitato davvero lo Tsukiji Market senza aver fatto una colazione a base di sushi (o forse pranzo, dipende da quanto si è fortunati).
In un angolo c’è una piccola area fitta di ristoranti microscopici che usano i prodotti freschissimi del mercato: il Sushi Dai ha una coda notevolmente più lunga degli altri e una ragione ci sarà. È l’alba quando ci mettiamo in fila. A turno andiamo a vedere le botteghe vicine, microscopiche quanto i ristoranti, dove vendono un po’ di tutto: dai coltelli alle bacchette, dalle ceramiche alle lacche alle pentole, dalle radici di wasabi agli snack come la frittata da passeggio, una specie di spiedino che mi salva la colazione.
L’attesa è molto lunga: sei ore durante le quali la cameriera porta acqua a più riprese e anche un ombrello quando il sole esce arrabbiato dalle nuvole. Finalmente, dopo aver passato gli ultimi minuti con il naso appiccicato al vetro della porta, entriamo.
Il bancone in legno chiaro di questo tempio del sushi ospita solo una decina di persone, appollaiate vicine vicine su sgabelli alti. Dall’altra parte, i sushiman preparano le porzioni una per volta come se stessero offrendo uno spettacolo ai clienti, raccontando per ogni pezzo il tipo di pesce usato e la ricetta del condimento. La qualità degli ingredienti è elevatissima e il sapore del pesce nasconde già una dolente nota di nostalgia. Sì, ne è valsa la pena.

745 Japan739 Japan733 Japan746 Japan

Japan 3 / Tokyo ha un cuore verde, uno rosa e uno nero

E di come l’ho scoperto in una sola giornata.

Il cuore di Tokyo è il Palazzo Imperiale, protetto da una cinta di mura e da un fossato abitato da alghe dall’aria minacciosa. Tokyo ha un cuore verde, e non solo perché il Palazzo Imperiale è immerso in un parco sconfinato, ma perché sono tanti i giardini nel centro della città. E sono tanto vasti da farti dimenticare di essere in una delle metropoli più popolose al mondo: tredici milioni di abitanti e non sentirli.
È la sensazione che ho provato entrando nel parco che circonda il Meiji Jingu, il grande santuario shintoista con i tetti di rame ossidato. Uscendo dalla stazione di Harajuku, si prende a destra, lasciandosi alle spalle l’orda di ragazzine dirette a Takeshita Dori, e si viene ingoiati da questa foresta tramite un torii gigante, un portale realizzato con un solo cipresso vecchio di millecinquecento anni. Da quel punto, la strada porta fino al tempio e poi si dirama in sentieri sempre più piccoli sotto le chiome che nascondono i grattacieli.
Poco distante, anche i giardini di Shinjuku Gyoen mi hanno accolta con la loro vegetazione ordinata e rassicurante, le case da tè, i ponticelli e i laghetti. Le grosse carpe, che sfiorano il pelo dell’acqua come piccoli squali, smorzano tutta questa soavità.

Se, invece, alla stazione di Harajuku si prende a sinistra e si segue l’orda di ragazzine si entra dritti nel cuore rosa di Tokyo: Takeshita Dori, un intrico di strette vie brulicanti di adolescenti esaltati, musica assordante, paccottiglia, vestiti e tanti tanti dolci. È il centro della cultura teenager. Un inferno di zucchero filato.
Spingendosi oltre, con mio grande sollievo, si arriva a Omotesando, una lunga via dove le maggiori case di moda hanno costruito i loro showroom, dando vita a una sorprendente sfilata di architettura contemporanea.

Il cuore nero di Tokyo, poi, l’ho trovato a Kabukichō, appena fuori dalla stazione di Shinjuku: un formicaio illuminato a giorno dalle insegne colorate e stroboscopiche, dove si concentrano locali notturni, ristoranti, bar, love hotel, club, e locali a luci rosse, tutti per la maggior parte in mano alla Yakuza. Lì, sotto ai grattacieli arroganti, si nasconde il Golden Gai, un oscuro grumo di microscopici bar, più di duecento, che possono ospitare cinque o sei clienti per volta, dove solo gli habitué sono i benvenuti e dove l’atmosfera è surreale e inquietante.

Il torii gigante dà accesso al parco del Meiji Jingu.
262 Japan

Il Meiji Jingu con i suoi tetti in rame ossidato.
279 Japan281 Japan294 JapanUn sacerdote del Meiji Jingu.
283 Japan

Il giardini di Shinjuku Gyoen.
339 Japan

Il Kyu Goryotei, anche detto padiglione taiwanese.
343 Japan353 Japan354 Japan375 Japan367 Japan

La moda delle teenager.
312 Japan

L’ingresso a Takeshita Dori.
318 Japan

Nuvole enormi di zucchero filato (e la geniale plastica per non inzaccherarsi le mani).
324 Japan

Omotesando Hills, di Tadao Ando.
426 Japan429 Japan

Dior, di Sanaa.424 Japan430 Japan

Keyaki Building, di Norihiko Dan, vicino a Tod’s di Toyo Ito.
441 Japan451 Japan473 Japan469 Japan

Prada Aoyama, di Herzog & De Meuron (il mio preferito).
458 Japan.JPG462 Japan

Le insegne illuminano l’ingresso di Kabukichō dal lato della stazione di Shinjuku.
494 Japan498 Japan

L’atmosfera surreale del Golden Gai.513 Japan.JPG516 Japan

520 Japan

Japan 2 / Tokyo, lo shintoismo e il caldo

Premessa: Tokyo si colloca sul 35° parallelo dell’emisfero settentrionale, il che significa che rimane un poco più a sud di Tunisi. Mediamente in agosto registra un’umidità del 90%, il che significa caldo infernale. Stando ai dati scientifici, la temperatura percepita di giorno si aggira in media sui 45 gradi. La terza verità sul Giappone a cui non siete preparati è che in estate il caldo è devastante. Per me è stato il caldo più orribile che abbia mai sperimentato. Tenetene conto se partirete nello stesso periodo: sarete costantemente sudati fradici, cotti dal sole e stanchi. Non vi chiederete più perché i giapponesi girano con l’ombrellino asciugandosi di continuo con pezze di spugna di mille colori, alle quali troverete negozi interamente dedicati.

Inutile dire che Tokyo è immensamente vasta, strutturata come una serie di zone satelliti del Palazzo Imperiale, come pianeti intorno al sole.
Il nostro giro è partito dal Parco di Ueno, tra i cercatori di Pokemon e le cicale che friniscono e fanno la muta, sulle rive dello Shinobazuno, che sembra un prato ma in realtà è un lago o meglio una distesa di fiori di loto.

Non molto lontano, ad Asakusa, il Sensō-ji è il luogo di venerazione più antico della città. È qui che ho cominciato a cercare di capire qualcosa dello shintoismo che, semplificando estremamente, è una religione politeistica che mescola animismo e buddhismo e che, all’atto pratico si esprime con una serie di rituali per mettersi in relazione con la divinità, che siano i Kami oppure Buddha. E quindi via con le abluzioni purificatrici, i bastoncini di incenso per l’intelligenza, le preghiere scritte sulle tavolette dei desideri, gli ema, e la pesca dell’omikuji: se la predizione divina è cattiva, viene legata a un filo, nella speranza che la sorte avversa non si attacchi a chi ha aperto il foglietto.

Passiamo la fine del pomeriggio a riposare in cima ai cinquantaquattro piani della Mori Tower, a Roppongi, e io cerco di raccapezzarmi sulla geografia di questa metropoli. Il vento che soffia sopra alla città è appiccicoso di salsedine, ma almeno rinfresca. Osservo il panorama fin dove la foschia lo consente, seguendo le strade con le dita sulla mappa e dando un nome ai parchi e agli edifici che mi saltano all’occhio. C’è una struttura arancione che somiglia tanto alla Tour Eiffel: è la Tokyo Tower ed è l’osservatorio della città.

Il parco di Ueno e i fiori di loto dello Shinobazuno.
036 Japan.JPG050 Japan037 Japan049 Japan065 Japan.JPG

I templi del parco di Ueno.
040 Japan

Le abluzioni purificatrici.
061 Japan

Gli ema, tavolette dei desideri.
053 Japan047 Japan

Gli omikuji cattivi.
042 Japan

La via delle bancarelle di Asakusa tra i due portali d’accesso: il Kaminarimon e l’Hōzōmon.
189 Japan

Tra la folla c’è un profumo intenso dei dolci di riso.
185 Japan
183 Japan.JPG

L’Hōzōmon Gate dà accesso al Sensō-ji.
177 Japan127 Japan145 Japan.JPG

Il fumo denso dell’incenso protegge la testa e sviluppa l’intelligenza.
131 Japan

Il rito della pesca dell’omikuji.
148 Japan149 Japan173 Japan

Anche gli uomini usano il kimono e anche gli uomini portano la borsetta.
163 Japan

Le raffigurazioni di Jizo sono spesso addobbate con cappellini e bavaglini rossi.
168 Japan

Le studentesse in divisa non sono un’invenzione dei cartoni animati.
176 Japan

Questi personaggi fuori da un sala da tè ci hanno mostrato i loro tatuaggi. Nella società il tatuaggio è l’elemento che distingue i membri della Yakuza, la mafia giapponese.
200 Japan197 Japan

La Roppongi Hills Mori Tower dalla pancia di una Maman di Louise Bourgeois.
206 Japan

La Tokyo Tower vista dalla Mori Tower.
214 Japan224 Japan
233 Japan